Archivio per la categoria ‘Ecologia’

Fa’ la cosa giusta! Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

1 ottobre 2011

 

 

 

 

Fa’ la cosa giusta! Ovvero, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

 

 

 

Visitatori

Sabato 1 ottobre: Sarzana.                                 Il programma

Domenica 2 ottobre: Taggia.                               Il  programma

Venerdì 7 ottobre: Genova.                                 Il programma

 

 

 

Espositori

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Il sito

 

 

 

Libri associati

Serge Latouche, Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita, Bollati Boringhieri, Torino, 2011

 

 

 

Serge Latouche, La scommessa della decrescita, Feltrinelli, Milano, 2009

 

 

 

Serge Latouche, Il tempo della decrescita. Introduzione alla frugalità felice, Eleuthera, Milano, 2011

 

 

 

 

L’immagine in apertura è un’illustrazione di Carlo Stanga

 

 

 

 

 

La libreria


 

 

 

 

AC

La banda della superstrada Fenadora-Anzù, Matteo Melchiorre

21 luglio 2011

 

 

 

In La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi), Matteo Melchiorre, giovane storico veneto, coglie lo snodo epocale con il quale la costruzione delle grandi opere e infrastrutture – in Italia – si trasforma da progetto per lo “sviluppo” del paese (opera utile), a opera non soltanto inutile nelle sue dimensioni, ma vero e proprio ricettacolo di interessi economici di ogni natura.

In questo senso si assiste a una sorta di inversione del sublime: grande non è più sinonimo di ammirevole, ma la banalità della tecnica costruttiva cementizia e la massimizzazione del guadagno producono oggi escrescenze prive di valori estetici, dove nessuno ha tentato di ingentilire le forme, di sperimentare soluzioni che a una solo presunta “utilità” unissero almeno la gradevolezza alla vista. La grande opera dannosa e non richiesta si trasforma in pozzo senza fondo che assorbe risorse, non risolve problemi e produce nuovi danni e criticità in un mondo sovraffollato, dove gli spazi si riducono.

La superstrada fa parte di quel complesso di nuove arterie della pedemontana bellunese che vengono proposte da politici un po’ avidi, un po’ privi di fantasia, attribuendo al nuovo viadotto, alla nuova galleria, il potere di portare ossigeno all’economia locale, di sollevare le sorti di un declino strutturale. Ma un piccolo gruppo di persone perbene, non ci sta, rompe l’incantesimo e apre gli occhi sulla devastazione del territorio e degli animi introdotta dal cantiere infinito. Prova a lottare in modo goffo e maldestro, ma alla fine è troppo tardi, il processo è inarrestabile “la superstrada è dotata di una forza superiore rispetto a quanto le sta attorno. Esprime un esubero energetico che si realizza nella facilità con cui abbatte e scavalca ogni ostacolo, seguendo dritta il suo disegno”.

La presa di coscienza è iniziata troppo tardi, le menti della contestazione sono troppo poche, titubanti, inesperte: “Parole, siamo intrappolati nelle parole. Da quelle non si esce. I fatti, nel frattempo, può succedere che sfuggano.”
Per la Fenadora-Anzù i fatti sono sfuggiti, e i prati verdi del feltrino non ci sono più.

«Quando gli ho rivelato la mia intenzione di costituire una banda d’azione per sabotare la Fenadora- Anzù, Marino mi ha detto che lui non scherzava, quel giorno al bar. Secondo lui la superstrada va bombardata per davvero e perciò è ben disposto a prender parte all’iniziativa. Ma vuole sapere in cosa consisteranno questi sabotaggi. Insomma, mi dice, questo è il terreno infido del terrorismo. Gli dico che, se è per questo, anche Giuseppe Mazzini approvava i sabotaggi».

 

Il video posto in apertura è la scena finale del film di Paolo Sorrentino: Le conseguenze dell’amore. Lo associo al tema del libro attraverso  – soprattutto – l’elemento simbolico del cemento, presente sia nell’uno che nell’altro.

Il testo è tratto dalla presentazione del libro scritta da Luca Mercalli e apparsa sul sito della casa editrice Laterza

 

 

 

 

Il libro

Matteo Melchiorre, La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi), Laterza, Roma-Bari, 2011

 

 

 

 

 

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Prepariamoci, Luca Mercalli

30 giugno 2011

 

 

 

Prepariamoci è l’ultimo libro scritto da Luca Mercalli, edito da Chiarelettere. Alcune opere precedenti sono Filosofia delle nuvole (Rizzoli 2008), Che tempo farà (Rizzoli 2009), Viaggi nel tempo che fa (Einaudi 2010).

L’autore è presidente della Società Meteorologica Italiana, nonché direttore della rivista Nimbus. Ospite fisso della trasmissione Rai3 Chetempo che fa, cura per La Stampa la rubrica di meteorologia e clima.

 

 

 

 

Il famoso meteorologo  mette tutto nero su bianco. Non si tratta però delle nubi cariche di pioggia sullo sfondo di un cielo terso, sia chiaro: Mercalli ha messo per iscritto le sue considerazioni sulle crisi profondissime in atto, e suggerisce idee per prepararsi a “… vivere in un mondo con meno risorse, meno energia e meno abbondanza”.
Quanto alla possibile “più felicità” cui si fa riferimento nel sottotitolo del libro, dipenderà da noi cittadini, e dalla capacità di resilienza che sapremo dimostrare.
Resilienza, come ci spiega lo stesso Mercalli nell’intervista rilasciataci in occasione dei referendum (vertenti fra l’altro su nucleare e gestione pubblica dell’acqua), è la proprietà di assorbire un trauma senza collassare, e sapersi adattare alle nuove condizioni di vita che cambiamenti drammatici impongono.
Nel libro pubblicato da Chiarelettere, il presidente della Società meteorologica italiana traccia infatti un quadro a tinte fosche di quel che sta accadendo: il collasso imminente, riassume Mercalli è visibile in molti segni che ci ostiniamo a non voler vedere, e il nostro attuale mantenimento di uno stile di vita al di sopra delle nostre possibilità somiglia molto al “camminare bendati in un campo minato”.
Siamo ancora in tempo, ma i margini si riducono ogni giorno, e tutte le risorse che dovremmo impiegare per prepararci ad un mondo più “sobrio” (sì, è un eufemismo) vengono allegramente sperperate nel tentativo di arroccarsi su privilegi che sono già retaggio di un’epoca passata.

 

 

 

Le immagini sono dipinti di Vincent Willem van Gogh. Il primo: I mangiatori di patate (1885). Il secondo: I primi passi (1889).

Il testo è tratto da Wuz.it

 

 

 

Il libro

Luca Mercalli, Prepariamoci. A vivere in un mondo più affollato, con un clima più instabile, meno risorse, meno energia, meno abbondanza… E forse più felicità, Chiarelettere, Milano 2011

 

 

 

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