Archivio per la categoria ‘Il Manifesto’

Caos, territorio, arte, Elizabeth Grosz (Deleuze e l’organizzazione della Terra)

5 febbraio 2012

 

 

 

 

Caos, territorio, arte di Elizabeth Grosz riprende e reinterpreta il concetto di Deleuze di riorganizzazione della Terra.Il libro in italiano è edito da ObarraO con la traduzione di Guido Lagomarsino; l’originale inglese Chaos, Territory, Art. Deleuze and the Framing of the Earth è pubblicato dalla Columbia University Press.

L’autrice è una filosofa australiana, docente di Gender Studies alla Rutgers University negli Usa e di architettura nelle università di Bergen e di Sydney. Studiosa attenta alla filosofia francese (si è occupata di autori come Lacan e Derrida e questo libro), in questo ultimo libro ha come modello di riferimento Gilles Deleuze.

In tre brevi capitoli viene esposta un’ontologia dell’arte basata sostanzialmente su tre punti chiave: il senso del caos; la funzione della vibrazione; il concetto di sensazione. Facendo dialogare la logica della sensazione di Deleuze, i principi di selezione naturale e sessuale di Darwin e il concetto di ambiente del grande biosemiotico estone Jakob von Uexküll (ambiente come unwelt, un’isola di sensi che circonda ciascun organismo), l’autrice ci guida in un percorso teso verso le genealogie delle “origini” dell’arte, o meglio verso le origini delle sue condizioni d’esistenza, che nascono dai movimenti di separazione e nuova riaggregazione con la sfera dei fenomeni naturali, la deterritorializzazione e la riterritorializzazione rese celebri dal filosofo francese. Centralità dunque al territorio e all’azione dell’animale che lo strappa al caos, cioè alla terra. La nascita dell’impulso artistico avverrebbe poi di conseguenza, non come espressione della sola corporeità, ma come “estensione dell’imperativo architettonico di organizzare lo spazio terrestre”, dentro la sovrabbondanza terrestre, sviluppandosi “a contatto dei sistemi casa-territorio e territorio-casa”, passando però attraverso un reale, complesso, multi-situato processo di incormiciamento della terra stessa.

 

 

 

Il testo è tratto dall’articolo di Gianluca Pulsoni pubblicato su Alias (Il Manifesto) in data 04/02/2012

L’immagine in apertura è un’opera di Alberto Burri

 

 

 

 

Il libro in italiano

 

 

 

Il libro in inglese

 

 

 

Tutti i libri dell’autrice in lingua originale

 

 

 

L’autrice

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

AC

L’occhio della Medusa, Remo Ceserani

19 novembre 2011

 

 

 

 

L’occhio della Medusa è il bellissimo studio di Remo Ceserani pubblicato da Bollati Boringhieri nella collana Fotografia e Letteratura; un libro che se da un lato colma un vuoto – quello dello studio della fotografia nella letteratura -, metabolizzando e riordinando un’intera galassia di studi (e basterebbero i nomi di Walter Benjamin, Gisèle Freund, Roland Barthes, Susan Sontag, John Berger), dall’altro fornisce un esempio di che cosa significhi, sul serio, occuparsi di letteratura comparata, la stessa che Goethe presagiva nel concetto di Weltliteratur. (…) Che poi l’oggetto di indagine sia il rapporto secolare fra parola letteraria e immagine fotografica – come, per altra via, è stata letteratura e rivoluzione dei trasporti nel suo Treni di carta. L’immaginario in ferrovia, 2002 -, ciò denota l’attitudine ermeneutica di chi è comparatista due volte, indagando non solo i nessi fra lingua e lingua ma tra linguaggio e linguaggio. (…) Diviso in cinque capitoli raccordati dall’interno, il libro scandisce per cronologia alcuni temi essenziali: la figura del fotografo come personaggio, la fenomenologia letteraria del ritratto fotografico, l’utilizzo della foto quale promemoria o reliquia autobiografica, la forma e il destino della foto di gruppo (familiare e sociale), infine il riuso della foto nella produzione letteraria strettamente contemporanea. In altri termini, l’universo fotografico è studiato alla stregua di un grande campo metaforico la cui dinamica accompagna l’evoluzione e lo statuto conflittuale della modernità. Prima il naturalismo con le sue propaggini novecentesche (Hawthorne, Henry James, Thomas Mann), poi l’età delle avanguardie o del modernismo radicale, cioè l’epoca dell’utilizzo antinaturalista e inventivo della foto (primi fra tutti Apollinaire e Luigi Pirandello, alla cui produzione novellistica, disseminata di fotografie, l’autore dedica passaggi penetranti), da ultimo la condizione postmoderna, laddove il compasso si apre ad autori quali Claude Simon, Grass, Calvino, Cortázar, Tabucchi, Ondaatje, e specialmente Michael Tournier, scrittore-fotografo che forse più di ogni altro ha indagato il rapporto tra parola e imagine fotografica. (…) Nume del saggio è comunque Marcel Proust. (…) Costui, nel terzo volume della Recherche, evoca il fantasma della nonna, amatissima, e racconta il paradosso crudele di averla sentita più viva al telefono che non dl vivo: “Di me – per l’effimero privilegio grazie al quale, nel breve istante del ritorno, ci è dato d’assistere improvvisamente alla nostra assenza – non era presente che il testimone, l’osservatore, l’estraneo, in cappello e soprabito da viaggio, colui che non è di casa, il fotografo venuto a ritrarre luoghi che non vedremo mai più. E ciò che, meccanicamente, si formò ai miei occhi quando vidi la nonna, fu appunto una fotografia”.

 

 

 

Il testo riprende un articolo di Massimo Raffaeli pubblicato su Alias- Il Manifesto in data 17-09-11

L’immagine in apertura è una fotografia di Édouard Boubat. Fotografo francese che ha lavorato a lungo con Michel Tournier

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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Four Honest Outlaws: Sala, Ray, Marioni, Gordon, Michael Fried

20 ottobre 2011

 

 

 

 

 

Nel suo recente Four Honest Outlaws: Sala, Ray, Marioni, Gordon, Michael Fried esamina le opere di quattro artisti contemporanei: il video artista e fotografo Anri Sala, lo scultore Charles Ray, il pittore Joseph Marioni e il video artista e rielaboratore di film Douglas Gordon. L’autore fa vedere come esse non rinneghino la corrente del modernismo, bensì riprendano e trasformino alcuni suoi elementi chiave, quali “presentificazione” e “antiteatralità” dell’opera d’arte visiva. Chi ritenesse la via modernista chiusa avrà motivo di interrogarsi, se non di ricredersi, leggendo questo libro. Prima del nostro autore, Clement Greenberg invita a riconsiderare il modernismo una possibilità non tanto da storicizzare quanto da ripensare alla luce delle opere dei succitati quattro artisti di riferimento. In Italia è da poco apparsa una miscellanea di scritti di Greenberg: L’avventura del modernismo, a cura di Giuseppe Di Salvatore e Luigi Fassi. (…) Per Greenberg, artisti quali Picasso, Braque, Mondrian, Klee, Matisse, Cézanne rigettano ogni intento contenutistico e si ispirano soprattutto al medium con cui operano. Ciò vuol dire riconoscere che le arti, isolate e definite al loro interno, diventano sempre più “arti” nella modernità. Inoltre, l’autoriflessività riesce meglio nelle arti visive, che raggiungono una purezza maggiore della poesia. Pittura e scultura “appaiono ciò che fanno”.

 

 

 

 

 

Le immagini si riferiscono a opere di Charles Ray

Il testo è tratto dall’articolo di Gabriele Guercio, pubblicato da Alias il 24-09-11

 

 

 


Il libro

 

 

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

La casa editrice

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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“Minotauro”, Péter Nádas

15 novembre 2010

È uscito l’ultimo libro di Péter Nádas,  Minotauro.

Appena un anno fa, con La Bibbia (BUR) e Fine di un romanzo familiare (Baldini Castoldi Dalai), i lettori italiani scoprivano uno dei più importanti scrittori ungheresi viventi. Oggi la pubblicazione della silloge di racconti Minotauro (traduzione di Andrea Rényi), conferma statura e prestigio di quella voce.

La casa editrice Zandonai merita la massima considerazione. Un anno fa ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la menzione speciale del Premio nazionale per la Traduzione edizione 2009 come editore italiano che contribuisce alla diffusione della cultura straniera nel nostro Paese.

Minotauro. Suscitano una sottile inquietudine questi labirintici racconti di Péter Nádas, perché scavano nel profondo delle nostre paure. Soprattutto quella che dovremmo avere di noi stessi, incapaci come siamo di conoscere e rispettare i nostri limiti, e sempre in procinto di cader vittime di un elemento mostruoso che può culminare in follia distruttiva. Nádas esplora con rara penetrazione psicologica quel fragile spazio interiore nel quale conformismo e repressione sociale possono facilmente incidere solchi di violenza e abuso. Lo sperimentano soprattutto i suoi giovani protagonisti, costretti a confrontarsi con l’enigmaticità delle azioni degli adulti, e con una delle tentazioni più radicate nell’animo umano: esercitare voracemente il potere assecondando il minotauro che è in noi.

AC

Fonte: Il Manifesto, Alias, sabato 13 novembre 2010, pag. 18, articolo di Stefano Gallerani;

http://www.zandonaieditore.it/

 

www.libon.it

02/11/1975 – 02/11/2010: 35 anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini.

2 novembre 2010
È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre, in Poesie in forma di rosa, Garzanti, Milano, 1964.

Bibliografia essenziale:

Narrativa:

Poesia:

AC

Fonte: Il Manifesto, Alias – musica, arti, ozio -, sabato 30 ottobre 2010;

http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini

L’insostenibile anelito alla bellezza. Michael Cunningham, Al limite della notte.

29 ottobre 2010

Damien Hirst, The physical impossibility of death in the mind of someone living, MoMa, New York, 1992.

Michael Cunningham, vincitore del Premio Pulitzer e del Premio Pen-Faulkner nel 1999 con The Hours, e autore dei celebri romanzi Flesh and Blood, Land’s end, pubblica il suo nuovo romanzo By Nightfall. In Italia, esce per Bompiani con la traduzione di Andrea Silvestri e il titolo Al limite della notte.

Protagonista del romanzo è Peter, mercante d’arte newyorkese di successo. Peter ha tutto quello che un uomo potrebbe desiderare. Peter ha un lavoro che sta per dargli nuove opportunità; Peter ha un bell’appartamento, una moglie affascinante; Peter ha una figlia che è andata al college. Ma Peter non è appagato dalla sua dieta d’arte priva di bellezza; alla sua vita manca qualcosa, il senso di un movimento, un’aspirazione, una tensione. Peter cerca un artista che realizzi qualcosa di grandioso. Invano.

Fino a che Peter si potrà confrontare con una vera celebre opera d’arte contemporanea: The physical impossibility of death in the mind of someone living di Damien Hirst.

AC

Fonte: Il Manifesto, Cultura & Visioni, Giovedì 28 Ottobre 2010.

La sinfonia dei sensi…Chiama grandi e piccini…

28 ottobre 2010

Hervé Tullet è un raffinato e sapiente illustratore.

La sua opera I cinque sensi è un capolavoro della letteratura per l’infanzia; tanto da meritare tutta l’attenzione possibile da parte degli adulti che amano la grafica e l’illustrazione e usano guardare i libri insieme ai figli.

Pagine sfavillano animate da specchi, plastiche fanno rumore, textures differenti, silouettes ritagliate muovono e ammiccano al lettore. Labirinti disorientano, poi disegni in punta di penna riempiono  gl’ occhi.

C’è persino una pagina in braille per leggere con le dita. Per il lettore questo vuol dire sperimentare.

Ci piace!

 

Fonte: Il Manifesto, Cultura & Visioni, Domenica 24 Ottobre 2010.

Zizek e Biadiou scrivono di comunismo…

22 ottobre 2010

Si pensa e si scrive ancora attorno al comunismo.

Alain Biadou – filosofo e docente presso l’École Normale Supérieure – e lo psicanalista sloveno Slavoj Zizek pubblicano L’idée du communisme (Lignes, Paris 2010): una raccolta degli interventi pronunciati alla Conferenza di Londra 2009. Insigni filosofi e grandi docenti dibattono sull’ “idea di comunismo”: il libro tasta il polso del dibattito.

Fonte: Il Manifesto, Cultura & Visioni, Giovedì 21 Ottobre 2010