Archivio per la categoria ‘Il Melangolo’

La vita erotica dei Santi, Virginia Burrus

18 novembre 2011

 

 

 

In La vita erotica dei santi, Virginia Burrus – professore di Storia della chiesa antica alla Drew University (New Jersey) – mostra come al cuore del cristianesimo vi sia un contenuto erotico tutto da scoprire e come le vite dei santi offrano un forte contributo alla storia della sessualità. Il libro è edito in Italia dalla casa editrice genovese Il Melangolo.

 

Frequentavo, abitando a Roma, il Carmelo di piazza Sant’Ignazio per consultare nella biblioteca, gli Etudes Carmelitaines; ricordo, all’entrata, le gigantografie dei loro numina – Teresa d’Avila e Juan de la Cruz. Ho amato ben più gli scritti di Teresa, nella sua lingua inaudita di scrittrice maniaca della parola scritta, all’albeggiare della stampa. (…) Leggerla in italiano dubito possa avere lo stesso effetto. Lo scrivere, in lei, è lo stesso che amare; e l’oggetto della sua passione smisurata è la natura umana di Gesù Cristo. In questo incessante spasimo passionale di donna amante il suo corpo di Descalza implacabile innanzitutto con se stessa è impegnato fino al limite del ritegno femminile cristiano. Durissima nelle sue regole penitenziali Teresa sorvolava sul lapsus carnis delle sue monache, cioè sulle loro povere masturbazioni, importandole essenzialmente di orientarne i desideri sulla umanità di Cristo, che si raffigurava come un monarca assoluto, addirittura al di sopra del Re di Spagna. Ne parla infatti abitualmente come di Su Magestad. “Le notti sono brevi, nei Carmeli”, dice la Madre nei Dialogues des Carmelites di Bernanos. Così Teresa contrastava i demoni notturni, le apparizioni di Cristo che i domenicani dell’Inquisizione pretendevano insinuarle di un Satana trasformista: non dormendo, svegliandosi ogni momento come un uomo malato di vescica, imponendo alle figlie del Carmelo scalzo di levarsi quasi ogni ora per pregare, meditare, purgare di ogni intrusione del sottosuolo l’insidiosa, perfida, fragilissima pace notturna. (…) Scritta per obbligo dei confessori, la sua autobiografia, Vida, è un ordito fitto di estasi e premonizioni. Come di Vittorio Alfieri non si legge, volendone leggere qualcosa, che la Vita scritta da lui stesso, così della meravigliosa scrittura teresiana non sembra sfuggito all’oblio altro che la Vida, impervia anche questa perché troppo naturale, e ignorata probabilmente oggi da chi non sia ispanista. Tuttavia, fuori del suo castigliano sorgivo e unico, anche dell’autobiografia non si recupera che la superficie.

 

 

 

Il testo in corsivo riprende un articolo di Guido Ceronetti pubblicato dal settimanale della Stampa Tuttolibri in data 12-11-11

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

 

 

Il libro in lingua originale

Sex Lives of Saints. An Erotics of Ancient Hagiography, University of Pennsylvania Press, 2007

 

 

 

 

 

Altri libri dell’autrice

Saving Shame, University of Pennsylvania Press, 2007

 

 

 

 

 

L’autrice

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

AC

Per vedere se, Maurizio Bettini

22 luglio 2011

 

 

 

Per vedere se è il romanzo di Maurizio Bettini, pubblicato dalla casa editrice genovese Il Melangolo.

Classicista e scrittore, insegna Filologia Classica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena, dove ha fondato il Centro «Antropologia e Mondo antico». Dal 1992 tiene regolarmente seminari presso il Department of Classics dell’Università della California (Berkeley). Cura la serie «Mythologica» presso Giulio Einaudi Editore e collabora con la pagina culturale de la Repubblica.

 

Cinema (Eastwood, Malick) e letteratura (ovviamente Cormac McCarthy, ma pure Michael Chabon) sono in piena riscoperta della figura paterna, oggetto di un rinnovato interesse anche per gli analisti. È in tema questo libro del grande filologo classico, capace di alternare saggi appassionati (Il mito di Circe) a incursioni nella fiction. Questo romanzo è centrato sulla ricerca della figura del padre.

Massimo Bartolini (le iniziali sono le stesse dell’autore) vaga a caccia di Nino, il genitore scomparso. Vuole costruire un “dossier”, come lo chiama lui, un puzzle della memoria. Passa per prima in rassegna l’architettura fascista: colonie, case del fascio, stazioni ferroviarie, portici che sembrano usciti dai dipinti di Sironi – provando a immaginare la gioventù di suo padre.

 

Ma non è abbastanza. Un necrologio letto sul giornale lo spinge verso sud, a casa di un probabile amico che aveva verso Nino un “ricordo di gratitudine”. Durante il viaggio in treno, il protagonista rievoca il passato della famiglia. I nonni di umili origini, il padre allievo dell’Accademia militare di Torino, la zia che si fa suora dopo un amore perduto, l’Italia in guerra, l’armistizio, l’occupazione. La grande storia fa da sfondo ai grandi episodi di coraggio vissuti dal padre, che, vestito da macellaio, riece a scampare ai tedeschi.

Arrivato in un piccolo comune della Puglia, Massimo interroga persone, studia i luoghi, immagina, crede di rimettere insieme i pezzi. L’avventura continuerà a Roma davanti al Palazzo della Civiltà italiana dell’Eur. Ma alla fine, forse, il ritratto rimarrà sfocato. Qualcosa non quadrerà. Conoscere davvero il padre non è poi così facile.

 

 

Il testo è un articolo di Dario Pappalardo, pubblicato su Repubblica in data 18-07-11 (pagg. 34-35)

Le immagini visualizzate sono dipinti di Mario Sironi

 

 

 

 

Il libro

Maurizio Bettini, Per vedere se, Il Melangolo, Genova, 2011

 

 

 

L’autore

 

 

 

La casa editrice

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

 

AC

Che cos’è la filosofia politica?, Leo Strauss

17 luglio 2011

 

 

Che cos’è la filosofia politica? di Leo Strauss – che il Melangolo porta in questi giorni in libreria – è molto più che una semplice dispensa universitaria.

È un esercizio di stile e di ironia di uno dei più taglienti pensatori “impolitici” del XX secolo. Una settantina di pagine in tutto, ma abbastanza per farsi irretire da un maestro d’altri tempi, con una incrollabile fiducia nei classici e una sfiducia altrettanto salda nelle astuzie e nella presunzione dei moderni. “La filosofia è essenzialmente non il possesso della verità, bensì la sua ricerca”, è il caveat del nostro autore, messo lì a bella posta per scoraggiare gli impazienti.

Non c’è dubbio che nell’espressione “filosofia politica”, è il primo termine a farla da padrone. Per lui, erede in questo della Bildung tedesca del primo Novecento, nell’esercizio filosofico si gioca il tutto per tutto. “Le cose politiche non si comprendono se non si considera seriamente la loro esplicita o implicita richiesta di essere giudicate in termini di bontà o cattiveria, di giustizia o ingiustizia”.

Tra Gerusalemme e Atene, in eterna lotta, si insinua, a far da pacere nientemeno che San Tommaso, è il 1954 e il nostro autore insegna per un semestre all’Università Ebraica. Sono anni stipati di emozioni, il nuovo stato di Israele è nato da poco, e sembrerebbe il momento giusto per abbandonarsi alle tentazioni dell’utopia. Ma lui, da buon “yekke” – ebreo di origine tedesca -, è un inveterato bastian contrario. Sceglie di tenere il proprio corso sulla sapienza “degli altri”, sulla filosofia della polis, nata ad Atene e simbolo della civiltà greca. “La pur minima conoscenza  delle cose eccelse, è più desiderabile della certezza che si ha delle cose infime”. Doveva fare un certo effetto udire il passo della Summa Teologica pronunciato dal nostro autore in latino nelle aule dell’Università Ebraica, e per di più a difesa delle ambizioni tutte terrene della riflessione politica.

 

 

Il testo è formato da brani tratti dall’articolo di Giulio Busi pubblicato sul Domenicale del Sole 24 Ore in data 17-07-11

 

 

 

Il libro

Leo Strauss, Che cos’è la filosofia politica?, Il Melangolo, Genova, 2011

 

 

L’autore

 

 

 

La casa editrice

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

 

 

AC

La filosofia del corpo, Michela Marzano

11 gennaio 2011

La filosofia del corpo è il risultato della ricerca della brillante filosofa Michela Marzano docente ordinario presso l’Università di Parigi V René Descartes.

È in un corpo e con un corpo che ciascuno di noi nasce, vive e muore; è con il corpo che ci rapportiamo agli altri e affrontiamo il mondo. Che cos’è un corpo? Che cosa significa essere un corpo? Che rapporto abbiamo con esso?  È a partire da queste domande che può svilupparsi una filosofia del corpo.

La filosofia del corpo è un concetto ideato da una corrente di filosofi, cognitivisti e ricercatori di intelligenza artificiale secondo i quali la natura della mente umana sarebbe ampiamente determinata dalla forma del corpo umano. Sostengono che tutti gli aspetti della cognizione—idea, pensieri, concetti e categorie sarebbero plasmati da aspetti del corpo.

 

Michela Marzano

…Quando ho intrapreso gli studi di filosofia, avevo cominciato con un’idea abbastanza semplice e un po’ naif nel senso che l’idea era di poter dire qualcosa rispetto a quello che succede nella vita di tutti i giorni, nella società, quindi di poter intervenire nel dibattito pubblico con gli strumenti filosofici. Anche se ho avuto una formazione come storica della filosofia, in realtà non volevo occuparmi di storia della filosofia, e non volevo nemmeno occuparmi di filosofia analitica perché ad un certo punto nel mio percorso di dottorato l’avevo anche incontrata; mi sembrava che ci fosse una distanza troppo grande rispetto a queste ricerche filosofiche certo interessanti e la vita di tutti i giorni con i problemi che ognuno di noi incontra. Una delle finalità della filosofia in fondo è quella di poter dare a tutti degli strumenti critici per poter poi prendere delle decisioni che ci riguardano. In questo senso, il corpo rappresentava per me il punto di partenza, anche in maniera un po’ paradossale rispetto alla storia della filosofia…

Il discorso un po’ complicato legato al corpo è che effettivamente il corpo rinvia da un lato a qualcosa di impuro, nel senso che rinvia a tutto ciò che è corruzione rispetto ad una purezza disincarnata quindi rinvia effettivamente anche all’idea della morte e al tempo stesso a tutte le possibilità che ci si aprono davanti a partire dal momento in cui si assume la materialità del proprio corpo. L’aspetto di puro e impuro, sempre presente quando si parla del corpo e della vita umana in generale, è il segno di un’ambivalenza profonda che ci caratterizza tutti e che ci permette al tempo stesso di realizzare ciò che c’è di meglio (e di peggio)…

ci sono dei momenti della vita in cui è quasi necessario passare per una riduzione a corpo-oggetto, nel senso che ognuno di noi attraversa dei momenti in cui non è altro che un corpo che altri possono utilizzare; c’è una forma di reificazione e di auto-reificazione attraverso cui è quasi necessario passare per poter poi prendere coscienza del fatto che si è qualcosa di più di un semplice corpo-oggetto… La problematicità è quella di non perdere di vista il fatto che in ogni momento ognuno di noi è al tempo stesso soggetto e oggetto. C’è qualcosa in particolare nel desiderio sessuale che in fondo ci riduce ad essere oggetto del desiderio dell’altro; il punto è che dovremmo cercare di restare anche soggetti del nostro desiderio per fare sì che la relazione possa instaurarsi, per fare in modo che ci sia qualcosa che rilevi dell’intersoggettività che possa costruirsi e non unicamente un rapporto di utilizzazione….

 

Il libro

Michela Marzano, La filosofia del corpo, Il Melangolo, Genova, 2010

 

Libro in lingua francese: La philosophie du corps (PUF 2007)

 

Altri libri dell’autrice

Estensione del dominio della manipolazione (Mondadori 2009)

Sii bella e stai zitta. Ecco parché l’Italia di oggi offende le donne (Mondadori 2010)

Le Corps: Films X : Y jouer ou y être, entretien avec Ovidie (Autrement 2005) 

Malaise dans la sexualité: le piège de la pornographie (JC Lattes 2006)

Dictionnaire du corps (PUF 2007)

Extension du domaine de la manipulation, de l’entreprise à la vie privée (Grasset et Fasquelle, Essai, Critique, 2008)

 

 

AC                                                                 LibOn.it

Fonte: Ilmelangolo.com ; Gliocchiblimunda.com



Spinoza e le inezie puerili

2 dicembre 2010

Spinoza e le inezie puerili, Walter Lapini.     Eccolo su LibOn.it

Partendo da una circoscritta questione interpretativa e allargando progressivamente la visuale, Walter Lapini sottopone a un attento screening una recente edizione delle opere di Spinoza, in particolare concentrandosi sulla traduzione dal latino all’italiano del Trattato Teologico-Politico. La serrata analisi di Lapini, dichiaratamente priva di risvolti teoretici, ma condotta con vigile occhio di classicista, non solo intende evidenziare le trappole in cui necessariamente cade colui che si accosti alle lingue antiche senza un’adeguata preparazione e una specifica forma mentis, ma si propone anche, anzi soprattutto, di esprimere preoccupazione e allarme per la condizione di degrado verso cui l’attuale editoria scientifica sembra inesorabilmente avviata.

L’autore

Walter Lapini insegna Lingua e Civiltà Greca presso l’Università di Genova. Si è occupato di storiografia greca classica (Tucidide, Senofonte), di teatro attico (Eschilo, Aristofane), di scuola aristotelica (Teofrasto, Eraclide Pontico), di poesia ellenistica e di testi letterari su papiro. Dirige insieme a Franco Montanari il Lessico dei Grammatici Greci Antichi (LGGA).

 

Le sue pubblicazioni

Ricordiamo i saggi:

  1. La guerra ionica, Genova, Il Melangolo, 2002;
  2. Studi di filologia filosofica greca, Firenze, Olshki, 2003;
  3. Capitoli su Posidippo, Alessandria 2007.

 

AC                                                 LibOn.it

 

Fonte: Ilmelangolo.com