Archive for the ‘Letteratura americana’ Category

The Angel Esmeralda. Nine Stories, Don DeLillo

23 dicembre 2011

 

The Angel Esmeralda. Nine Stories, Don DeLillo è uno dei libri più importanti degli ultimi anni. È una raccolta di racconti – la prima dell’autore – uscita negli Stati Uniti da Scribner. La raccolta comprende le storie brevi composte dallo scrittore nella sua quarantennale carriera, parallelamente ai quindici romanzi. Questo libro, appena uscito, è stato accolto con entusiamo dall’intera critica di lingua inglese. Nove racconti, ognuno accompagnato da un’illustrazione, raccolti in ordine cronologico, con tanto di date, all’interno di tre sezioni. Il libro dà l’impressione di essere a un tempo sgargiante e riservato, arioso ed ermetico. La storia che dà il titolo al libro ha per protagoniste due monache che portano cibo e consolazione a uomini e donne di ogni età, gli sconfitti nella terra delle opportunità. Una vicenda di redenzione che parte dall’omicidio di una bambina di nome Esmeralda, con un personaggio che si chiama Ismael (chiaro il riferimento a Moby Dick).

 

Quando noi diciamo di amare uno scrittore, noi distorciamo la verità: quello che intendiamo dire è di amare una parte dello scrittore. Talvolta la sua metà, talvolta più, talvolta meno. La grande presenza di Joyce nella letteratura del ’900 si deve soprattutto a Ulysses, meno a Dubliners. Possiamo gettare via i tre tentativi di “romanzi completi” di Kafka, senza eliminare la sua stravolgente originalità. George Eliot ci ha dato un solo libro leggibile, e questo è diventato l’archetipo della Anglophone novel. Ogni pagina di Dickens contiene un paragrafo che anima ed eccita, e uno che respinge (…) Milton consiste nel Paradise Lost. Anche William Shakespeare, che in genere elude ogni limite mortale, cade sotto questa legge (…) Io amo l’opera di Don DeLillo; questo equivale a dire amo End Zone (1972), Running Dog (1978), White Noise (1985), Libra (1988), Mao II (1991), e la prima e l’ultima parte di Underworld (1997).

 

 

 

Il primo brano è tratto dall’articolo di Antonio Monda pubblicato su Repubblica in data 22-12-11

Il secondo brano è tratto (e tradotto) dall’articolo di Martin Amis pubblicato sul New Yorker in data 21-11-11

 

 

 

Il libro

The Angel Esmeralda. Nine Stories, Scribner Book Company, 2011

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

AC

La libreria consiglia: Ragazzo di città, Edmund White

19 dicembre 2011

 

 

 

Con Ragazzo di città (traduzione di Alessandro Bocchi), Edmund White (all’età di settant’anni) ci regala forse il suo libro più bello. È un libro di ritratti. C’è prima di tutto l’autoritratto del giovane scrittore, giovane, timido e un po’ imbranato ragazzo del Midwest che nel 1962 arriva a New York e da lì costruisce, a volte a fatica, la sua carriera di scrittore. Racconta i suoi lavori, le sue prime esperienze letterarie, i suoi traslochi, i suoi viaggi, i suoi amori, le sue frequentazioni. Ci regala poi un bellissimo ritratto di città. Prima di tutto di New York (che domina dalla prima all’ultima pagina), ma anche qua e là, di San Francisco, Parigi, Venezia e Roma. Ci porta a spasso per le strade di New York fin dalle prime righe del libro, che comincia così: “Negli anni Settanta, a New York, nessuno si svegliava prima di mezzogiorno. Era una città al collasso, pericolosa, sudicia, dove spesso latitavano i servizi essenziali”. Nelle sue pagine ritornano spesso le descrizioni di questa New York, sporca (“sulle strade si accumulavano montagne di spazzatura maleodorante”), violenta, intollerante (“noi gay portavamo al collo dei fischietti per poter chiedere aiuto ad altri gay in caso di aggressioni da parte delle gang”). White ci racconta soprattutto la New York del Village e di Soho, i quartieri più trasgressivi. Nel 1969, con la rivolta di Stonewall, egli assiste alla rinascita del movimento gay. “Quel che colpiva di più”, scrive, “era l’abbondanza sessuale”. Nel libro le sue avventure sessuali, più esplicitamente descritte in altri suoi libri, restano sullo sfondo. Qui l’autore preferisce indugiare su altri incontri. Quelli con scrittori, poeti, letterati, personaggi del mondo culturale che, nonostante lo sfacelo della città, animavano la vita di New York e non solo. Ecco allora una straordinaria galleria di ritratti. Ci troviamo Elizabeth Bishop. Una ingombrante, vulcanica, autoritaria e superba Susan Sontag, sua grande amica, pur tra alti e bassi. Poi Robert Wilson, il trasgressivo e geniale fotografo Robert Mapplethorpe (“Mise subito in chiaro che non era interessato al sesso; no, voleva che io scrivessi di lui”). E ancora William Burroughs, Truman Capote e Peggy Guggenheim. Il racconto si chiude all’inizio degli anni Ottanta. Da allora lo scrittore di Cincinnati ha continuato ad essere baciato da una felicità creativa che sembra smentire quanto gli disse un giorno Truman Capote: “Probabilmente scriverai dei bei libri. Ma, ricordati, è una vita atroce”.

 

 

Il testo è l’articolo di Roberto Zichittella pubblicato su Satisfiction

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

Il libro in lingua originale

City boy. My life in New York during the 1960s and 1970s

 

 

 

 

La casa editrice italiana

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Il sito dell’autore

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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American Dust. Prima che il vento si porti via tutto, Richard Brautigan

3 dicembre 2011

 

 

 

American Dust. Prima che il vento si porti via tutto (So The Wind Won’t Blow It All Away) è il penultimo romanzo di Richard Brautigan.

Romanzi del genere li riesci a scrivere solo se hai visto il fondo della sconfitta, o se sei già morto: non sei capace di quella intensità mite, di quella convalescente economia di parole se sei ancora vivo, o vincente. Per urlare così sottovoce, devi essere finito. Allora ti spetta una dolcezza che, in compenso, è infinita. (Alessandro Baricco)

 

Arrivano tutte le sere, d’estate. Scaricano da un furgoncino un divano, tavolini e lampade. Ricostruiscono sulla riva del lago il salotto di casa. E pescano. L’alcolizzato abita in una baracca. I ragazzi vanno da lui a raccattare i vuoti per rivenderseli e comprare qualcosa, un hamburger oppure una scatola di proiettili. Quel giorno il ragazzino decide per i proiettili. La Seconda guerra mondiale è finita e nessuno fa caso a un adolescente con un fucile sottobraccio, fermo a una stazione di servizio. Il ragazzino è un uomo e ricorda, prima che il vento si porti via tutto, l’America e i suoi sogni, l’alcolizzato e le sue bottiglie, i due sul divano in riva al lago, la figlia dell’impresario di pompe funebri e l’odore di gas in casa. La scelta, leggera e terribile, tra hamburger e proiettili, un colpo di fucile in un campo di meli e l’amico bello e ferito, lasciato lì a morire dissanguato.

La polvere. Uno degli elementi basilari della cultura americana. L’America dei ranch, delle carovane e dei caravan, delle strade spazzate dal vento. Polvere di stelle. L’America che ha costruito il proprio mito sulla propria infima natura prematerica, sulla propria scomposizione parcellizata, sulla propria volatilità sporca, il proprio confondersi nel vento caldo.
La polvere che copre come una maschera ironica i volti dei piloti di “rottami vaganti” che attraversano l’America in cerca sempre di un altro che cosa.
Duello al sole in preproduzione si chiamava Lust in the dust (lussuria nella polvere). Furore: nuvole di polvere. Il finale di Nickelodeon, di Bogdanovich, registra, in un gioco di specchi, la totale adesione del mito cinematografico al mito della polvere alzata dal vento in un luogo selvaggio e squallido. La polvere del deserto e quella della miseria, fuse nelle canzoni di Springsteen. La polvere di Richard Brautigan è sedimentata sui ricordi che vogliono esplodere e cambiare strada, vorrebbero correggere il passato e redimere il destino, magari con l’aiuto di Superman, che in un fermo fotogramma generoso anche se forse troppo caustico, gli avrebbe consigliato di comprarselo qual cavolo di hamburger, invece di pensare a quelle maledette pallottole…

 

 

 

Il testo in corsivo è tratto da Blog senza qualità

 

 

 

 

Il libro in italiano (Isbn editore)

 

 

 

Il libro in lingua originale (Cengage Learning, Boston)

 

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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Olive Kitteridge, Elizabeth Strout

28 novembre 2011

 

 

 

Olive Kitteridge è il romanzo della scrittrice americana Elizabeth Strout vincitore del Premio Pulitzer 2009.

La storia, ambientata nel Maine dove l’autrice è nata e cresciuta, è un romanzo fatto di racconti. Storie che raccontano giovani senza voglia di vivere, dolci tradimenti in età matura, una ragazza che fugge di casa per sfuggire all’amore opprimente della madre. E una pianista sessantenne che prima di suonare al bar del paese deve ancora bere per farsi coraggio.
La protagonista, Olive, è un’insegnante in pensione. Sarcastica, dotata di un’acuta intelligenza, ella commenta le vite dei suoi compaesani con una schiettezza che rasenta la brutalità ma in cui spesso è impossibile non riconoscersi, almeno nelle riflessioni fatte tra sé o con il marito Henry, farmacista del paese. Lei è il vero filo conduttore dei racconti che compongono il libro. Nelle pieghe della sua esistenza banale (la scuola, la pensione, il figlio Cristopher che si sposa e si trasferisce in California e poi a New York contro il parere dei genitori), c’è la preziosa riflessione dell’autrice sulla vita vera. Che non è fatta di grandi avvenimenti ma di piccoli assestamenti quotidiani e grandi illuminazioni. Protagoniste sono anche le strade di Crosby, piccolo villaggio della vecchia America dell’East Coast e del New England, quella che vota democratico e ospita prestigiose università. Con la sua baia tranquilla e i lunghi inverni Crosby fa capolino tra le pagine, così ben descritto da essere il personaggio silenzioso del libro.

Questo malinconico romanzo parla del diventare vecchi, di figli che crescono, della paura della morte. Ma è anche una storia d’amore vero e profondo.

 

 

Il testo è tratto da Il Recensore

L’immagine in apertura è un dipinto di Edward Hopper

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

Il libro in lingua originale

 

 

L’autrice



È nata nel 1956 a Portland (Maine) e ora vive a New York con il marito e la figlia. Ha insegnato letteratura e scrittura al Manhattan Community College per dieci anni e scrittura alla New School e ha pubblicato racconti su diverse riviste, tra cui il New Yorker. Ha scritto tre romanzi, tra cui Amy e Isabelle (pubblicato in Italia da Fazi) e Abide with me.

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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Freedom: il nuovo romanzo di Jonathan Franzen

7 settembre 2010

Negli Stati Uniti è stato pubblicato il 31 agosto Freedom , il nuovo romanzo di Jonathan Franzen, che Time ha definito l’ ultimo grande romanziere degli States. Il Presidente Obama, che l’ha avuto in anteprima, l’ha scelto come lettura per le vacanze.

Freedom uscirà in Italia edito da Einaudi nel 2011.

La recensione del Sundey Book Review

The Stories of Ray Bradbury: antologia di racconti di Ray Bradbury

6 aprile 2010

The Stories of Ray Bradbury”  Ray Bradbury, (London Everyman’s Library, 2010)

E’ in uscita in questi giorni The Stories of Ray Bradbury, antologia di racconti di Ray Bradbury.

Bradbury, autore delle Cronache Marziane e di Fahrenheit 451, è considerato uno dei maggiori scrittori statunitensi di fantascianza.

E’ morto J. D. Salinger

29 gennaio 2010

Jerome David Salinger è morto ieri a Cornish, nello stato del New Hampshire, all’età di 91 anni. Da decenni viveva isolato.

Il suo libro più famoso, “The Catcher in the Rye” titolo originale de “Il giovane Holden” pubblicato nel 1951, vende ancora oggi decine di migliaia di copie in tutto il mondo.

The Invisible: il nuovo romanzo di Paul Auster

28 ottobre 2009

E’ uscito l’ultimo romanzo di Paul Auster:

“The Invisible” Paul Auster (Faber and Faber, 2009)

Adam Walker ha vent’anni e studia letteratura a New York, la sua aspirazione è diventare poeta. Durante una festa conosce l’enigmatico professore francese Rudolf Born e la sua seducente fidanzata, Margot. Tra Adam, Rudolf e Margot si instaura uno strano legame…
Tre narratori diversi raccontano la storia che si svolge tra il 1967 e il 2007, tra New York, Parigi e una remota isola dei Caraibi.

La recensione del Sunday Times (October 25, 2009)

Raymond Carver: Beginners

6 ottobre 2009

A quasi trent’anni di distanza, “Beginners” raccoglie la versione originale dei racconti pubblicati in “What We Talk About When We Talk About Love” nell’aprile 1981, svelando uno scrittore molto diverso da quello conosciuto.

Di alcuni racconti l’editor infatti aveva tagliato il settanta per cento, riducendo nel complesso il libro e cambiando molti titoli e molti finali.

L’articolo del Guardian (Sunday 27 September 2009)

Beginners by Raymond Carver

Tarzan!

17 giugno 2009

Una grande mostra al Museo delle Arti Primitive del Quai Branly, aperto tre anni fa e disegnato da Jean Nouvel, celebra il mito di Tarzan.

La mostra “Tarzan!”  (16 giugno – 27 settembre) curata dall’antropologo Roger Boulay esporrà libri, oggetti, dipinti, tavole di fumetti, spezzoni di film dedicati alla figura di Tarzan, il personaggio creato nel 1912 dallo scrittore americano Edgar Rice Burroughs (1875-1950).

TArzanTarzan of the Apes” Edgar Rice Burroughs

Libon.it!