Archive for the ‘MIT Press’ Category

Why we cooperate, Michael Tomasello

17 giugno 2011

 

 

 

Why we cooperate è il saggio di Michael Tomasello pubblicato da MIT Press nel 2009. Il libro segue di un anno l’uscita del precedente Origins of Human Communication, sempre per MIT Press.

L’autore è un importante sociologo e psicologo evoluzionista; i suoi ambiti di ricerca sono, tra gli altri, i processi di cognizione sociale, l’apprendimento sociale e lo studio comparato del linguaggio dei bambini del genere umano confrontato con quello degli scimpanzé. Per processi di cognizione sociale, intendiamo “i processi attraverso cui le persone acquisiscono informazioni dall’ambiente, le interpretano, le immagazzinano in memoria e le recuperano da essa, al fine di comprendere sia il proprio mondo sociale che loro stesse e organizzare di conseguenza i propri comportamenti”.

 

 

Illustra con pignoleria ed esperimenti di laboratorio il comportamento dei bambini nelle prime fasi dell’esistenza, raggiungendo risultati da molti giudicati sorprendenti perché dimostra, stupendo molti genitori, che i cuccioli d’uomo, a differenza di quelli di scimpanzé, sembrano più disposti a mettere da parte il vantaggio individuale e ad aiutare generosamente il prossimo (…) Con i suoi esperimenti vuole dimostrare alcune cose: i bambini sono capaci di prestare aiuto, fornire informazioni, condividere. Tutto con assoluto e disarmante disinteresse. Il punto di partenza è molto semplice: bambini tra i 14 e i 18 mesi vengono messi di fronte ad un adulto che vedono per la prima volta. L’adulto si trova ad affrontare un banale problema pratico e i piccoli lo aiutano a risolverlo, sia che si tratti di recuperare oggetti lontani dalla sua portata o aprire un armadietto se l’adulto ha le mani impegnate. Su 24 bambini presi in esame 22 hanno offerto il loro aiuto almeno una volta. Immediatamente.   (Repubblica.it)

 

As children grow, their almost reflexive desire to help—without expectation of reward—becomes shaped by culture. They become more aware of being a member of a group. Groups convey mutual expectations, and thus may either encourage or discourage altruism and collaboration. Either way, cooperation emerges as a distinctly human combination of innate and learned behavior. His studies of young children and great apes help identify the underlying psychological processes that very likely supported humans’ earliest forms of complex collaboration and, ultimately, our unique forms of cultural organization, from the evolution of tolerance and trust to the creation of such group-level structures as cultural norms and institutions. (MIT Press)

 

 

 

Il libro

Michael Tomasello, Why we cooperate, MIT Press, Cambridge, Mass. (US), 2009

 

 

In italiano

Altruisti nati. Perché siamo cooperativi fin da piccoli, Bollati Boringhieri, Torino, 2010

 

 

 

Il precedente

Origins of Human Communication, MIT Press, Cambridge, Mass. (US), 2008

 

 

 

L’autore

 

 

 

La casa editrice

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

AC

Dream Life: An Experimental Memoir, Allan Hobson

3 maggio 2011

Dream Life: An Experimental Memoir è l’ultimo saggio del professore emerito di Psichiatria alla Harvard Medical School, Allan Hobson.

Negli Stati Uniti è appena uscito. È una summa del suo pensiero e della sua ricerca. Il racconto di una vita spesa a dibattere con i colleghi di scuola freudiana, a osservare animali e persone dormire e a raccogliere descrizioni di sogni e riflettere sul funzionamento della mente. Secondo Hobson non capiamo la natura dei sogni perché, prima di tutto, interpretiamo male la natura del sonno.


Tutti gli animali dotati di cervello dormono. Probabilmente serve a risparmiare energia e a regolare alcune funzioni cerebrali, ma, anche, se nel sonno “perdiamo conoscenza”, il cervello in realtà non dorme mai. Perfino nella fase più profonda mantiene almeno il cinquanta per cento dell’attività della veglia e durante le fasi Rem (Rapid Eye movement) quasi tutto il cervello è in piena attività.


I sogni sono la caratteristica che più impressiona del sonno Rem. In realtà si sogna anche durante il sonno non Rem più  superficiale, ma sono sogni che somigliano più a pensieri astratti, mentre i sogni Rem sono come allucinazioni, caratterizzate da immagini, suoni, odori e una forte componente emotiva, spesso a base di paura, rabbia o esaltazione. Secondo Hobson, questo è solo il prodotto casuale del processo di riattivazione della coscienza.

Quello che chiamiamo coscienza è la capacità della corteccia cerebrale di integrare in un quadro coerente e continuo sensazioni, memoria, ragionamento, emozioni.


Il testo è tratto dall’articolo di Alex Saragosa, pubblicato sul Venerdì di Repubblica, 29/04/2011

Le immagini visualizzate sono opere di René François Ghislain Magritte

Il libro

Allan Hobson, Dream Life: An Experimental Memoir, Cambridge, Mass. (US), MIT Press Ltd, 2011

L’autore

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AC