Archive for the ‘Pierpaolo Pasolini’ Category

Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente, Giorgio Steimetz

9 gennaio 2012

 

 

 

 

 

Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente è il libro inchiesta di Giorgio Steimetz (pseudonimo di Corrado Ragozzino), probabile “fonte” di Pasolini su Eugenio Cefis e la sua responsabilità nella morte di Mattei. Venne pubblicato nel 1972 dall’Agenzia Milano Informazioni (Ami), una casa editrice finanziata da Graziano Verzotto, uomo vicino a Enrico Mattei e informatore di Mauro De Mauro, il giornalista dell’ Ora di Palermo ucciso dalla mafia due anni prima. Dopo pochi giorni scompare dalla circolazione.

Vive solo pochi mesi, poi sparisce. Dalle due sedi della Biblioteca Centrale spariscono anche le copie d’obbligo: se ne trova ancora traccia nel registro di quella fiorentina, ma il libro non c’è. E si capisce: l’autore racconta la spregiudicata avventura di uno dei timonieri del pubblico-privato, la mescolanza di poteri tra Stato e potenze occulte. Pier Paolo Pasolini sta lavorando sugli stessi temi e, forse (è il caso di Verzotto), sta utilizzando le stesse fonti; quell’anno comincia a scrivere Petrolio, il grande romanzo incompiuto sul Potere (Einaudi lo pubblicherà postumo nel 1992, 17 anni dopo la sua morte). Un romanzo del quale la critica ha enfatizzato l’aspetto omosessuale – la doppia vita di un ingegnere petrolchimico – mentre la vera sostanza di Petrolio è il “rapporto terribile tra economia e politica, le bombe fasciste e di Stato, la struttura segreta delle società “brulicanti”, come i loro nomi, in beffardi acronimi” (Gianni D’Elia, Il Petrolio delle stragi, Effigie, p. 22).

In realtà non fu “ritirato dal mercato”. Non si trattava infatti di un libro-inchiesta destinato a circolare presso il pubblico, ma di un libro in piccola tiratura, anonimo, scritto dalla stessa Agenzia che lo stampò (cioè da Corrado Ragozzino), con funzione di avvertimento o di minaccia, il cui fine era di raggiungere un solo e potente destinatario e i suoi amici, come dice lo stesso autore nell’introduzione.

Nel corso dell’inchiesta sull’omicidio di Mattei, il sostituto Procuratore Vincenzo Calia coglie per primo le analogie e le simmetrie tra Questo è CefisPetrolio e ha il merito d’aver collegato tra loro i fili di questa intricata matassa. Il 27 marzo 2009 l’avvocato Stefano Maccioni e la criminologa Simona Ruffini hanno depositato alla Procura di Roma un’istanza di riapertura delle indagini sulla morte di Pasolini. Quarant’anni dopo. Quarant’anni di verità negate.

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

 

La casa editrice

La libreria

 

 

 

 

AC

Matera 2019 nel cinema, nella letteratura, nell’arte: Il Vangelo secondo Matteo (Pier Paolo Pasolini)

26 settembre 2011

 

 

 

 

Matera 2019 nel cinema, nella letteratura, nell’arte:  la “vita artistica” della città lucana. Continuiamo: Il Vangelo secondo Matteo (Pier Paolo Pasolini, 1964). In occasione della candidatura della città dei Sassi a capitale europea della cultura 2019, costruiamo un percorso rievocativo delle sue apparizioni nell’arte italiana e internazionale, così da celebrarne l’austera bellezza e ricordarne la storica antica povertà.

 

Il film – con Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Paola Tedesco, Ninetto Davoli, Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, Rodolfo Wilcock, Francesco Leonetti, Enzo Siciliano – è girato nel lontano 1964. La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l’umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l’autobiografia, la passione con l’ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più  solo preistoria, raggiumge una forte tonalità epica e religiosa. Dedicato “alla cara, lieta e familiare memoria di Giovanni XXIII”. Premio speciale della giuria e altri tre collaterali, tra cui quello dell’OCIC (cattolico) a Venezia; tre Nastri d’argento 1965 (regia, fotografia, costumi). Insulti beceri di neofascisti e cattolici in camicia nera. Fotografia: Tonino Delli Colli. Scene: Luigi Scaccianoce. Costumi: Danilo Donati. Il catalano Irazoqui doppiato da E. M. Salerno.  (Commento del Morandini, Zanichelli, 2011)

 

 

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

AC

De Mauro e Pasolini: “L’omicidio di Mattei collega i due misteri”.

18 novembre 2010



Oggi l’inchiesta su Pasolini è stata riaperta.

Il fratello Tullio (De Mauro), insigne linguista italiano, docente presso l’università La Sapienza di Roma: “Le prime verità sulla morte di Mauro (De Mauro) possono chiarire il giallo sulla fine dello scrittore. La chiave? Il presidente dell’Eni. Il caso Mattei è il collegamento tra la scomparsa di mio fratello e la morte dello scrittore Piepaolo Pasolini. La connessione indiretta è l’assassinio di Mattei. Per la prima volta abbiamo, da un lato, atti giudiziari che legano Mattei alla scomparsa di mio fratello. Dall’altro, sappiamo con certezza dell’interessamento di Pasolini al caso Mattei durante la stesura del suo romanzo uscito postumo, Petrolio (…) La vicenda di Pasolini è curiosa. Nella sentenza di condanna di Pino Pelosi si fornivano indizi per proseguire e allargare le indagini. Mai avvenuto nulla. Tre anni dopo la morte dello scrittore, ricorda De Mauro, nella casa della cultura di Roma, lo stesso De Mauro, l’avvocato Nino Marazzita, Laura Betti, Giovanni Berlinguer (fratello dell’allora segretario del Pci, Enrico), Stefano Rodotà e altri magistrati e penalisti accusarono la Procura di Roma di “connivenza per comportamento omissivo” con i killer di Pasolini. Pensavamo che la cosa avrebbe provocato un putiferio. Invece non accadde nulla (…) Oggi l’inchiesta su Pasolini è stata formalmente riaperta, e io inviterei la Procura di Roma a rimboccarsi le maniche. Pasolini aveva maturato dei sospetti sulla morte di Mattei e mio fratello Mauro, più che sospetti, aveva trovato qualche traccia. Sarebbe ora di fare piena luce su tutti e due quei misteri”.

 

AC                 Libon.it

 

Fonte: Venerdì di Repubblica, venerdì 12 novembre 2010, pag. 50.