Archivio per la categoria ‘Storia della Fotografia’

Storia culturale della fotografia italiana e La Fotografia. Le origini 1839-1890 : libri sulla storia della fotografia

21 dicembre 2011

 

 

 

 

Storia culturale della fotografia italiana. Dal Neorealismo al Postmoderno (Einaudi, Torino) e La Fotografia. Le origini 1839-1890 (a cura di Walter Guadagnini, Skira, Milano) sono due importanti volumi sulla storia della fotografia.

Il 7 gennaio 1839 all’Académie des Sciences di Parigi viene dato l’annuncio che è stato scoperto “un metodo per fissare le immagini che si dipingono da soledentro una camera oscura”. La tecnica viene chiamata dagherrotipia dal nome di Jacques-Mandé Daguerre, ma già dodici anni prima Nicéphore Niépce, appassionato di chimica e incisione, aveva realizzato la più antica immagine fotografica. Niépce però moriva nel 1833 e il suo nome verrà dimenticato da chi ha perfezionato e reso accessibile il procedimento fotografico. Non è che la prima delle infinite questioni che raccontano una storia decisiva per la contemporaneità, e tuttavia in Italia a lungo sottovalutata. Nelle nostre università i corsi di Storia della Fotografia sono arrivati da poco più di vent’anni, e stanno già cominciando a sparire.

 

 

 

Storia culturale della fotografia italiana. Dal Neorealismo al Postmoderno (Einaudi, Torino) è l’opera curata da Antonella Russo, studiosa di spicco e allieva del grande storico della fotografia Beaumont Newhall, che intende ricostruire le caratteristiche e lo specifico contributo della fotografia italiana rispetto alla più generale storia della fotografia internazionale, ma anche presentando il fitto tessuto culturale, sociale e istituzionale di immagini, mostre, scuole, dibattiti teorici, pubblicazioni e correnti in un ampio arco di tempo che va dal dopoguerra agli albori del digitale. La Fotografia. Le origini 1839-1890 (a cura di Walter Guadagnini, Skira, Milano) è un’opera maestosa che ha sfornato ora il primo dei suoi quattro volumi. Si è scelto di utilizzare una voce narrante costituita da brevi monografie, scritte da Francesco Zanot, incentrate su quello che può definirsi il destino pubblico della fotografia: testi dedicati a mostre, libri, eventi, protagonisti che hanno segnato profondamente il discorso fotografico nelle sue diverse incarnazioni, attraverso numerose e spesso sorprendenti immagini emblematiche e simboliche.
La lettura è completata da saggi affidati a tre noti studiosi internazionali: Quentin Bajac, che si concentra sulla percezione della fotografia alla sua nascita; Elizabeth Siegel, che affronta le vicende della pratica dell’album fotografico, e cioè di quella fotografia privata e apparentemente “senza storia”, e Walter Guadagnini – curatore dell’intera collana –, che colloca in una prospettiva storica uno degli usi più comuni del mezzo fotografico, quello del racconto di viaggio e dell’incontro con l’altro da sé, il diverso, il nuovo.

 

Le immagini sono fotografie di Henri Cartier-Bresson
Il brano in corsivo è tratto dall’articolo di Matteo Nucci pubblicato sul Venerdì di Repubblica in data 16-12-11

 

 

 

 

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