Archivio per la categoria ‘Viking Books’

A History of the World in 100 objects, Neil MacGregor

23 gennaio 2012

 

 

 

A History of the World in 100 objects è il libro del direttore del British Museum Neil MacGregor, pubblicato da Viking, frutto del lavoro di quattro anni di cento esperti che hanno ricavato una classifica degli oggetti più significativi conservati dal museo. Cento oggetti tra gli otto milioni prodotti dall’uomo in più di due milioni di anni.

Sono gli oggetti quotidiani quelli più interessanti e carichi di storia: al centro di tutto c’è il significato del rapporto tra forma e funzione. È il caso dell’ascia da pugno (anche detta amigdala per la sua forma a mandorla) in fonolite ritrovata nella gola di Olduvai, in Tanzania, ossia quella che è definita la culla dell’umanità. È stata scolpita tra 1,4 e 1,2 milioni di anni fa, ed è il primo oggetto tecnologico multiuso: l’Homo Habilis lo usava per spellare la selvaggina e ricavarne pellicce, per tagliare la carne e ridurre i vegetali a una pappa commestibile. Oggetto talmente efficiente da accompagnare l’uomo per un milione di anni. Per costruire un’ascia da pugno non basta la destrezza manuale, ma serve soprattutto la capacità di pianificare e astrarsi dall’immediato per immaginare se stessi nel futuro. E forse quest’ascia custodisce anche il segreto del linguaggio: “Oggi le neuroscienze ci indicano che le aree del cervello attive quando si costruisce un utensile si sovrappongono a quelle della parola, come se si fossero evolute insieme” sostiene l’autore.

Il servizio da tè vittoriano , tris di teiera-zuccheriera- bricco per il latte, prodotto intorno al 1840 nella migliore manifattura di porcellana inglese, l’Etruria dal famoso ceramista Josiah Wedgwood, simboleggia uno dei primi paradossi della globalizzazione. Il tè è infatti sia il simbolo dell’essere inglesi che del non esserlo affatto: le foglie per l’infusione arrivano da India e Cina, lo zucchero dai Caraibi. E dietro la raffinata porcellana fregiata d’argento MacGregor rintraccia anche i disegni sul controllo sociale: da prelibatezza per ricchi, come era nel Settecento, il tè, a partire dal 1785, diventa una bevanda economica, che le classi alte hanno interesse a diffondere tra la popolazione perché sia sobria e operosa, anziché intorpidita dall’alcol.

 

 

 

 

Il testo è tratto dall’articolo di Giuliano Aluffi pubblicato sul Venerdì di Repubblica in data 13/01/2012

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

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La libreria

 

 

 

 

AC

The Better Angels of Our Nature. Why Violence Has Declined, Steven Pinker

14 dicembre 2011

 

 

 

Con The Better Angels of our Nature, Steven Pinker accende un grande dibattito. Il libro è un tomo di ottocento pagine edito dalla Penguin. L’autore un illustre psicologo della Harvard University Press, già autore di Tabula Rasa pubblicato in Italia da Mondadori.

L’umanità non sarabbe mai stata così pacifica e altruista. Egli sostiene che il migliore e meno apprezzato aspetto del nostro tempo, è che viviamo nel più pacifico, tollerante e altruista periodo che la storia abbia mai conosciuto. Non è la prima volta che il 57enne psicologo canadese è al centro di dispute accademiche. Con la pubblicazione nel 2002 di The Blank Slate (Tabula Rasa, Mondadori), attaccò il concetto che la mente umana sia come una lavagna bianca, che educazione e società possono riempire a piacere. Secondo lui, invece, l’evoluzione ci ha dotato di tratti mentali precostituiti, che non ci rendono né intrinsecamente violenti, come pensava Hobbes, né intrinsecamente buoni, come pensava Rousseau. Piuttosto, a secondo delle epoche storiche e delle norme sociali prevalenti, per ottenere i nostri fini utilizziamo, in un mix variabile, cinque strumenti negativi innati (violenza predatoria e ideologica, dominanza, vendetta e sadismo) e quattro positivi (empatia, autocontrollo, senso morale e ragione). L’era che stiamo vivendo è appunto quella in cui i quattro angeli della nostra natura stanno godendosi il loro trionfo.

 

Il testo è tratto dal’articolo di Alex Saragosa pubblicato sul Venerdì di Repubblica in data 9-12-11

 

We’ve all had the experience of reading about a bloody war or shocking crime and asking, “What is the world coming to?” But we seldom ask, “How bad was the world in the past?” In this startling new book, the bestselling cognitive scientist Steven Pinker shows that the world of the past was much worse. With the help of more than a hundred graphs and maps, he presents some astonishing numbers. Tribal warfare was nine times as deadly as war and genocide in the 20th century. The murder rate of Medieval Europe was more than thirty times what it is today. Slavery, sadistic punishments, and frivolous executions were unexceptionable features of life for millennia, then suddenly were targeted for abolition. Wars between developed countries have vanished, and even in the developing world, wars kill a fraction of the people they did a few decades ago. Rape, battering, hate crimes, deadly riots, child abuse, cruelty to animals—all substantially down. How could this have happened, if human nature has not changed? What led people to stop sacrificing children, stabbing each other at the dinner table, or burning cats and disemboweling criminals as forms of popular entertainment? The key to explaining the decline of violence, he argues, is to understand the inner demons that incline us toward violence (such as revenge, sadism, and tribalism) and the better angels that steer us away. Thanks to the spread of government, literacy, trade, and cosmopolitanism, we increasingly control our impulses, empathize with others, bargain rather than plunder, debunk toxic ideologies, and deploy our powers of reason to reduce the temptations of violence. With the panache and intellectual zeal that have made his earlier books international bestsellers and literary classics, he will force you to rethink your deepest beliefs about progress, modernity, and human nature. This gripping book is sure to be among the most debated of the century so far.

 

 

Il testo in corsivo è tratto dal sito dell’autore

 

 

 

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