La divisione della gioia, Italo Testa

In un’atmosfera di erotismo conturbante, sospesa tra le note dissonanti dei Joy Division e la metafisica silenziosa dei quadri di Hopper, questa raccolta si sviluppa come un poema d’amore di lacerante intensità e bellezza, in cui voci maschili e femminili si richiamano, si scontrano, si cancellano, si confondono.
Un dialogo incessante, in cui si alternano tenerezza e abbandono, rapimento e paura della perdita, e che si dirama come il delta del fiume su cui i personaggi si muovono, si lasciano, si ritrovano, tra sfondi naturali e paesaggi post-industriali che ricordano il Deserto rosso di Antonioni.
Dialogo teatrale o romanzo in versi? A qualunque luogo appartenga, questo libro batte e ribatte senza sosta, con un ritmo fermo e implacabile, la materia dei giorni, la storia di uno e l’ansia di tutti.
Il canto che silenziosamente accompagna la divisione del dolore e della gioia.

La divisione della gioia, Italo Testa, Lietocolle, 2010

Citazione dal testo

«e quando nelle insegne luminose

che ritmano i grani dell’asfalto

hai visto il segno certo,

il richiamoribattuto da ogni nostro passo,

o in una vetrina, controluce

hai scorto sul ripiano le pose,

le ossa spigolose del suo corpo

segnarti senza più un riparo,

come il giorno che stesa sul letto

ti sei girata, tranquilla, e hai visto

le grate che spartivano il vetro,

e alzandoti di scatto hai detto

che non sarebbe successo niente,

che tutto era ancora intatto

e mentre ti guardavo in silenzio

sei sparita nell’angolo cieco:

allora ho visto che nulla torna,

che la fragilità ci insidia dall’interno,

dentro le giunture,

s’insinua nelle vene, riveste

la piega opaca dei discorsi,

allora, chiamandoti in disparte

a fianco del letto avrei atteso,

la pelle a toccare il marmo freddo,

che tutto fosse tornato a posto,

il braccio nascosto tra le gambe,

la luce sulle mie cosce nude,

la mano a coprirti il pube:»

AC

Fonte: http://www.lietocolle.info/it/


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