Le iene del Circeo, Antonio Pennacchi

Ne Le iene del Circeo, il premio Strega Antonio Pennacchi racconta con la consueta verve , in duecento godibilissime pagine, la passione per la paleontologia. Eccolo su LibOn, la libreria online di Genova.

Ma soprattutto porta avanti una missione: riabilitare il teschio neanderthaliano (anzi, senza l’acca, come dice lui) di Grotta Guattari, rinvenuto nel 1939 al Circeo con un “cerchio di pietre attorno”, dall’archeologo Alberto Carlo Blanc. Il reperto fu considerato dal suo scopritore, morto nel 1960, come la testimonianza di una forma di religiosità degli uomini di Neanderthal e la prova che questi divorassero il cervello dei defunti, alla stregua di un rito eucaristico ante litteram. Negli anni, l’ipotesi è stata smentita: i paleontologi oggi sostengono che il cranio sia stato ritrovato in quella che era una tana di iene, coperta poi da una frana. Pennacchi però non ci sta: dopo aver partecipato da spettatore a due fondamentali convegni sull’argomento, nel 1989 e nel 2006, e avere espresso lì il suo dissenso, è passato alla scrittura con un invettiva ostinata e divertente.

Chi non è molto divertito, però, è Giorgio Manzi, paleoantropologo specialista di evoluzione umana dell’Università La Sapienza di Roma. «Mi dispiace dover “attaccare” Pennacchi, ma il lettore non può fidarsi solo del fatto che sia simpatico. Il pensiero scientifico non procede così, ma per ipotesi e prove».

 

Articolo di Dario Pappalardo

Antonio Pennacchi, Le iene del Circeo, Laterza, Roma-Bari, 2010

 

AC                                            LibOn.it

 

Fonte: La Repubblica, R2 Cultura, venerdì 10 dicembre 2010, pag. 50


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