Not for profit, Martha Nussbaum

Not for profit, pubblicato da Princeton University (in Italia uscirà per Il Mulino), è un messaggio appassionato in risposta alla crisi globale del sistema d’istruzione.  Eccolo su LibOn, la libreria online di Genova.

Per le difficoltà finanziarie i Paesi concentrano le loro risorse verso attività che possano contribuire allo sviluppo economico. Perdono quota le discipline umanistiche per fare posto a quelle scientifiche e tecniche. Ma l’accrescimento del Pil costa in termini di democrazia. La Nussbaum, cattedra di Diritto ed etica a Chicago, sottolinea come le discipline umanistiche possano creare nei giovani il rispetto per gli altri.

«In che modo gli esseri umani diventano capaci di rispettare  il prossimo e la democrazia? Che cosa, invece, li induce a cercare di prevalere? (…) Gli esseri umani nascono del tutto privi di difese (…) Tra le prime esperienze di un neonato c’è l’alternarsi di una beata sensazione di pienezza, durante la quale il mondo intero pare ruotare attorno al soddisfacimento delle sue esigenze, e un’agonizzante consapevolezza di assoluta impotenza quando le cose positive non arrivano al momento voluto e il neonato non può fare proprio nulla per procurarsele. Gli esseri umani hanno dunque un livello di inadeguatezza fisica assoluta. Per altro estranea al resto del mondo animale, abbinata però a un altissimo livello di logica cognitiva. (Ormai sappiamo per certo, per esempio, che un neonato di una settimana riesce a distinguere l’odore del latte materno da quello del latte di un’altra madre).  Abbinamento peculiare dell’essere umano: impotenza e competenza. (…) A mano a mano che i neonati crescono diventano sepre più consapevoli (…) e si aggiungono ansia e vergogna di sapere di non essere onnipotenti. (…) A questa vergogna che potremmo definire “vergogna primitiva”, va subito a confluire un’altra emozione molto forte: il disgusto per i propri prodotti di scarto. Disgusto che ha un presupposto evolutivo innato , ma che si evolve altresì con l’apprendimento. (…) La società, pertanto, ha un notevole spazio per influenzare la direzione che l’individuo può imboccare. Le recenti ricerche dimostrano che esso non è qualcosa di meramente viscerale, ma ha una forte componente cognitiva, che comprende le idee di contaminazione o di profanazione (…) Un modo efficace per prendere le distanze in maniera netta dalla propria animalità consiste nel proiettare le proprietà dell’animalità stessa su un gruppo di persone, per trattarle poi come elementi di contaminazione o di profanazione…

 

Martha Nussbaum, Not for profit, University Presses of California, New Jersey, 2010

 

 

AC                                               LibOn.it

 

Fonte: La Repubblica, R2 Cultura, Venerdì 10 dicembre 2010, pag.50-51


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: