Archive for 27 dicembre 2010

Signora Ava, Francesco Jovine

27 dicembre 2010

In Signora Ava c’è un mondo intero. È il merito dell’autore Francesco Jovine, scrittore tra i più arditi del nostro Novecento, in questo che è stato il suo libro più noto e amato, prima di cadere nel dimenticatoio che negli ultimi vent’anni ha ingoiato tutto ciò che ci ricorda l’Italia che eravamo – a meno di un paio di eccellenti eccezioni come Il Gattopardo e Cristo si è fermato a Eboli. Il mondo che Jovine ritrae, infatti, è lo stesso di quei due capolavori, e di quel mondo il romanzo intreccia storie ed emozioni nuove – quelle di Pietro e Antonietta e del loro contrastatissimo amore – a vecchie credenze e leggende risalenti ai tempi mitici della «gnora Ava», dure a morire in una comunità contadina quale è il Molise, tra il 1859 e il 1860, alla vigilia dell’Unità d’Italia e della fine del regno borbonico. Fatto sta che in questo mondo sospeso tra un presente immobile e un passato che non passa, tra le beghe di paese, il notabile, il curato, il maestro, il proprietario e il bracciante, ecco che a un tratto fa irruzione la «Storia» con i suoi protagonisti: Garibaldi; Vittorio Emanuele II, il re «straniero» che combatte contro Francesco II di Borbone; le truppe dei vincitori che compiono razzie e seminano morti; i gruppi sbandati dei vinti. L’impatto è brusco, il pacato ritmo del paese ne esce sconvolto: molti giovani partono, il curato inneggia alla libertà, i notabili tremano per le sorti dei loro beni; Pietro, denunciato alla Guardia Nazionale, è costretto a fuggire nottetempo: suo malgrado imparerà a uccidere, rubare e saccheggiare, e finirà per scappare con la nobile Antonietta, coinvolgendola nella sua vita di brigante in fuga verso lo Stato pontificio. Immobilismo e azione, folklore e storia, tradizione e futuro: quanti romanzi riescono a mescolare così tanti registri? Non a caso la critica ha evocato, a proposito di Jovine, il realismo magico di un García Márquez: per questa capacità di trasporre un pezzo vivido di realtà in un tempo sospeso tra il fantastico e il mitico.

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Francesco Iovine, Signora Ava, Donzelli, Roma, 2010

AC                                           LibOn.it

Fonte: Radio3.rai.it –          Donzelli.it

The Cambridge Dictionary of Christianity

27 dicembre 2010

The Cambridge Dictionary of Christianity, scritto da ottocento studiosi di fama internazionale è una magnifica guida punto di riferimento per studenti, insegnanti e “uomini di chiesa”. 

Su LibOn, la libreria universitaria internazionale

Dear Academic, 

Written by a team of 800 scholars from around the world, The Cambridge Dictionary of Christianity is a magnificent reference guide that enables students, their teachers and Christian clergy to reflect critically upon all aspects of Christianity from its origins to the present day.

 

 

AC                                                        LibOn.it

Enciclopedia delle arti contemporanee, Achille Bonito Oliva

27 dicembre 2010

Enciclopedia delle arti contemporanee: ideata e curata da Achille Bonito Oliva e pubblicata da Electa.

Eccola su LibOn.it

L’innovativo progetto di un’enciclopedia del presente che partendo dalla concezione del “tempo”, nelle sue diverse sfaccettature, analizza tutte le forme di rappresentazione assunte nel corso del XX secolo dai vari linguaggi artistici.

Il volume, introdotto da un saggio di Massimo Cacciari, è diviso in sezioni tematiche: architettura, musica, teatro, cinema, arti visive, new media, fotografia, letteratura, affidate a noti intellettuali specialisti in materia, e si conclude con un saggio di sintesi e raccordo dell’ideatore del progetto. Ogni saggio è accompagnato da quattro ‘medaglioni’, brevi interventi affidati ad artisti e studiosi che indagano un autore, un’opera o un aspetto della contemporaneità legato alle sezioni tematiche.

Il filo conduttore di questo volume è il tempo comico da Nietzsche definito come il tempo dell’irrilevanza, della fine del valore della cosa in sé; il tempo della vita immediata invece che dello spirito assoluto, verso una ineluttabile frammentazione dell’immagine; il tempo della perdita dell’assolutezza e avvento del relativo, come distruzione della serietà, del tragico e affermazione dell’effimero, dell’illusorio, del divertente. Le figure del tempo comico sono, come afferma Bonito Oliva, vane apparenze, simulacri risibili e spesso improbabili che si sostituiscono all’umano.

AC                                                             Libon.it

Fonte: Rinascitaculturale.net

Memoria in chiaroscuro. Diario apocrifo di Frida Kahlo, Olivia Casares

27 dicembre 2010

Memoria in chiaroscuro è un diario apocrifo, anzi, soprattutto un diario immaginario di Frida Kahlo, scritto da Olivia Casares, storica dell’arte e scrittrice ecuadoriana.

Seduce la vita di Frida Kahlo, perché fatta di lacerazioni e fratture; passione amorosa e vanità.

A 17 anni rimase vittima di un incidente stradale tra un autobus su cui viaggiava e un tram, a causa del quale riportò gravi fratture tra cui 2 alle vertebre lombari, 5 al bacino, 11 al piede destro e la lussazione del gomito sinistro, inoltre un corrimano dell’autobus si staccò, le trafisse il fianco e uscì dalla vagina. Ciò la segnerà a vita costringendola a numerose operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo nel suo letto di casa col busto ingessato. Questa forzata situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. Il suo primo soggetto fu un suo autoritratto che in seguito diede in dono al ragazzo di cui era innamorata. Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo tale che potesse vedersi, e dei colori; cosicché iniziò la serie di autoritratti. Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a recuperare la capacità di camminare, sebbene non senza dolori, che sopporterà a vita. Portò i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Rivera rimase colpito dallo stile moderno della giovane artista tanto che la trasse sotto la sua ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana.

Olivia Casares è nata in Ecuador nel 1955. Ha studiato negli USA e in Polonia, dove ha conseguito la laurea in Storia dell’Arte. Dal 1984 al 1992 ha insegnato Storia dell’arte presso l’Universidad Tecnológica Equinoccial di Quito e dal 1996 al 2006 ha collaborato con l’Istituto universitario orientale di Napoli. Ha scritto romanzi e racconti pubblicati in Ecuador e in Italia tra cui “La casa de don Eloy está cerrada” e “La fascinación de la medusa”. La sua prima opera tradotta in Italia è “Memoria in chiaroscuro. Diario apocrifo di Frida Kahlo” (Iacobelli, 2010).

Olivia Casares, Memoria in chiaroscuro. Diario apocrifo di Frida Kahlo, Iacobelli, Roma, 2010

 

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Fonte: Lankelot.eu