All’ombra dell’altra lingua, Antonio Prete

All’ombra dell’altra lingua è un’analisi dell’arte di tradurre che prende avvio dalla lingua d’arrivo e non da quella di partenza. Tradurre un testo poetico ha la stessa intensità di un’esperienza amorosa.

Un grande comparatista e traduttore si avventura nella regione della scrittura in cui due lingue si incontrano, entrano in collisione, misura le loro affinità, rivivono l’una nell’altra.

Nello spostarsi da una lingua a un’altra si costruisce un percorso di corrispondenza non parallela, ma asimmetrica, in cui ci si pone in relazione innanzitutto con la propria cultura. Fallirebbe il suo compito il traduttore che inseguisse il miraggio dell’assoluta fedeltà al testo di partenza, trascurando la finalità principale: mantenere viva quell’intensa emozione che esso suscitava nei suoi lettori. Ma non si deve neppure smarrire il carattere della lingua originale, la ricchezza delle sue sonorità, l’armonia del verso, la forza delle metafore e l’incanto dei silenzi.

Per illustrare nel vivo dell’opera l’impresa del tradurre, Antonio Prete si sofferma sulle versioni poetiche in cui si sono cimentati i maggiori poeti del nostro Novecento: Montale, Ungaretti, Quasimodo, Caproni, Luzi, Fortini, Giudici, Sereni

 

Il libro su LibOn

Antonio Prete, All’ombra dell’altra lingua. Per una poetica della traduzione, Bollati Boringhieri, Torino, 2011

 

L’autore


Antonio Prete insegna Letterature comparate all’Università di Siena. È autore di saggi, narrazioni, poesie. Tra i suoi saggi: Il pensiero poetante (1980); Il demone dell’analogia (1986); Prosodia della natura (1993); Nostalgia. Storia di un sentimento (1992); Finitudine e infinito (1998); Il deserto e il fiore (2004); Della poesia per frammenti (2006); I fiori di Baudelaire. L’infinito nelle strade (2007). Tra le opere di narrativa: L’imperfezione della luna (2000); Trenta gradi all’ombra (2004); L’ordine animale delle cose (2008). Nel 2007 è uscito il libro di poesia Menhir. Tra le sue traduzioni: I fiori del male di Baudelaire (2003). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato: Trattato della lontananza (2008).

 

 

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