Libri sulla Shoah per bambini

I nuovi libri per parlare della Shoah ai bambini della scuola primaria.

Storia di Vera, scritto e disegnato da Gabriele Clima (casa editrice: San Paolo  scuola primaria): sofferto racconto di una bambina deportata con la mamma e le sorelle, Sara e Anna. Quest’ultima si ammala gravemente per il freddo. In fin di vita, rivela a Vera il segreto per sopravvivere e far rinascere la vita nei campi di concentramento: donare ai soldati più cattivi unpo’ del proprio grande cuore. Finissime illustrazioni di Clima, maestro degli accostamenti cromatici.

La bambina del treno, di Lorenza Farina con illustrazioni di Manuela Simoncelli (Edizioni Paoline  scuola primaria): due storie, Jarek un giorno vede passare un treno, e Anna che su quel treno ci si trova con una stella gialla cucita sul cappotto. I loro sguardi si incontrano per un attimo. Quell’istante scaturisce in entrambi l’interrogativo su cosa sia quel treno, cosa stia succedendo e perché. Il pastello della Simoncelli predilige i colori freddi e i grigi. Compare occasionalmente il colore caldo di una farfalla o di un papavero.

Jacob, il bambino di creta, di Andrea Salvatici con illustrazioni di Eleonora Marton (Einaudi  scuola primaria): è l’elaborazione fantastica del vissuto di uno dei molti bambini romani deportati insieme alle loro famiglie. Marco porta con sé un piccolo golem, e durante la storia questo prende vita in un mondo immaginario per un’allegoria della lotta tra bene e male. Alla fine il bene trionfa.

Il sorriso delle vongole, di Renata Mambelli con illustrazioni di Vanna Vinci (Piemme   nove anni in su): storia di Gabri, ragazzino ebreo sfuggito ai rastrellamenti nazisti e rifugiatosi in una villa al mare abbandonata. Ad aiutarlo ci sono Gigio e i suoi amici, piccoli pescatori di vongole i quali non si tireranno indietro di fronte al pericolo.

Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg, autrice e illustratrice Helga Schneider (Salani dieci anni in su): diversi i temi toccati, la pedofilia, la violenza nelle famiglie, la manipolazione delle menti. La bellissima Rosel suscita le morbose attenzioni del principale che riesce a arrestare e deportare la mamma e inserire in un centro statale per l’infanzia abbandonata (dove si esercita “l’arianizzazione forzata”) la bambina. Scopo di Kreutzberg è quello di ottenere l’affidamento della ragazzina.

Le valigie di Auschwitz di Daniela Palumbo (Piemme  per ragazzi): le valige sono il tema centrale del racconto; il simbolo e il significato cui parole e immagini convergono per dare una linea al racconto. Daniela Palumbo ha tratto ispirazione da una sua visita al campo di Auschwitz: un’enorme montagna di valigie occupavano la stanza 4 del blocco 5. Le valigie avevano dei proprietari ma li hanno perduti, hanno storie e provenienze diverse. Hanno percorso strade diverse per giungere ad Auschwitz ed essere abbandonate. Quattro storie, quattro bambini provenienti da paesi diversi (Italia, Germania, Francia, Polonia), quattro valigie che si incontreranno presto.

AC                                                  LibOn.it

Fonte: Andersen. anno XXX n.277 – gennaio 2011


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: