Archive for 25 gennaio 2011

Beirut I love you, Zena el Khalil

25 gennaio 2011

Beirut I love you: Zena e Maya sono immerse sino al collo nella follia di questa città, Beirut.

Zena e la sua migliore amica, Maya, cercano di dare un senso alle loro vite, e di emergere dalle loro ossessioni, in un mondo che sembra sottosopra, tra interventi di chirurgia estetica, kalashnikov e donne a caccia di un marito.

A Beirut sembra difficile distinguere la sottile linea che separa il sogno dalla realtà. A Beirut, ovunque ci si trovi, qualsiasi cosa si stia facendo, da un momento all’altro potrebbe sempre scoppiare una bomba.

Un racconto autobiografico, crudo e commovente, che oppone l’arte e l’amore alla costante minaccia della guerra. Perché, come dice Zena, Beirut, un giorno o l’altro, mi restituirà tutto l’amore che le ho dato.

Tutto comincia in quei 34 giorni della guerra del 2006. Zena el Khalil, una giovane artista libanese, decide di raccontare al mondo in tempo reale quello che sta accadendo a Beirut.  Apre così un blog che immediatamente suscita un tam-tam mediatico: a partire dal The Guardian, alcuni dei più importanti quotidiani internazionali iniziano a pubblicare il diario di Zena, finché un agente letterario inglese decide di incoraggiarla a scrivere un libro.

Il passato di Zena – l’infanzia, gli anni all’università, le sue vite precedenti – si sovrappone a quello della città, al susseguirsi di guerre e ricostruzioni, viscerali speranze di cambiamento e tremende delusioni. Tutto vissuto in maniera estrema e portato all’eccesso. Al centro c’è sempre la guerra, anche quando pare non esserci. E Zena riesce a farci percepire quasi fisicamente questo stato permanente di tensione e insieme un attaccamento forte alla vita, in tutte le sue espressioni. Nelle strade di Beirut le milizie armate delimitano il proprio territorio, mentre la città cerca di riprendersi nel caos della ricostruzione. Intere famiglie dormono in uno stesso letto, mentre biondine in tiro affollano i night, dove droga e alcol scorrono a fiumi.

Le fotografie pubblicate appartengono alla Magnum Photos; sono state scattate da Abbas

 

Il libro

Zena el Khalil, Beirut I love you, Donzelli, Roma, 2010

Il libro in altre lingue: In inglese (Saqi books, London, 2009)in spagnolo (Punto de lectura, Madrid, 2010)

 

L’autrice

Zena el Khalil

 

 

AC                                                          LibOn.it

Fonte: Radio3.rai.it

Mia madre è un fiume, Donatella Di Pietrantonio

25 gennaio 2011

Mia madre è un fiume racconta di una donna, ormai anziana, che mostra i primi segni di una malattia che le toglie i ricordi, l’identità, il senso stesso dell’esistenza.

È tempo per la figlia di prendersi cura di lei e aiutarla a ricostruire la sua storia, la loro storia. Inizia così il racconto quotidiano di piccoli e grandi avvenimenti, a partire dalla nascita della mamma, Esperia, e delle sue cinque sorelle, nate da un reduce tornato comunista dalla Grande Guerra e da una contadina dritta ed elegante, malgrado le fatiche della campagna, degli animali e della casa.

I fili delle loro esistenze si svolgono dagli anni Quaranta fino ai nostri giorni, in un Abruzzo “luminoso e aspro”, che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana.

Giorno dopo giorno sfilano i personaggi della famiglia, gli abitanti del piccolo paesino ancora senza acqua né luce; personaggi talmente legati a una terra avara, da tollerare a malapena trasferimenti a breve distanza – la ricerca di un lavoro, l’occasione di poter frequentare una scuola in città – partenze che si trasformano in vere emigrazioni con il solo scopo del ritorno.

 

 

Il libro

Donatella Di Pietrantonio, Mia madre è un fiume, Elliot, Roma, 2011

 

L’autore

Donatella Di Pietrantonio è nata e ha trascorso l’infanzia ad Arsita, un paesino della provincia di Teramo, e vive a Penne. Scrive dall’età di nove anni racconti, fiabe, poesie e un romanzo, questo. Nella vita fa la dentista per bambini.

 

Ascolta Radio3, Fahrenheit (20/01/2011) Ascolta la puntata

 

 
AC                                                                   LibOn.it

 

Fonte: Elliot.edizioni.comRadio3.rai.it


 

 


Late for tea at the deer palace, Tamara Chalabi

25 gennaio 2011

Late for tea at the deer palace è un libro della storica (della scuola di Harvard) Tamara Chalabi.

Spiega che una delle ragioni per cui ha scritto il libro è la rabbia verso gli americani, per la loro ignoranza verso il paese e la cultura cosmopolita dell’Iraq (tuttavia deformata dalla lunga dittatura di Saddam Hussein).

È un’opera di letteratura dell’esilio, piacevole, ben scritta e ricca di dettagli umani e personali (inerenti alla sua famiglia).

Infatti Tamara è la figlia di Ahmad Chalabi: politico iracheno in esilio di grande peso nella politica mediorientale, ponte tra i servizi segreti americani e iraniani, causa egli stesso e  massimo sostenitore dell’intervento armato degli Usa in Iraq con il governo Bush.

Per fortuna Late for tea at the deer palace non è un libro troppo personale; non è nemmeno una biografia. È invece una ricostruzione storica degli ultimi grandi avvenimenti storici accaduti in Iraq sotto la lente della ricostruzione storica. Non può esservi ricostruzione storica che non comprenda la famiglia Chalabi: fondamentale tessitrice delle trame che permisero il passaggio dall’impero ottomano, alla monarchia, alla rivoluzione.


New York Timesarticle of Sunday Book Rewiew

 

 

Il libro

Tamara Chalabi, Late for tea at the deer palace, Harper Collins Publishers, London, 2010

 

L’autrice

Tamara Chalabi

 

 

AC                                                        LibOn.it

 

Fonte: Newyorktimes.com


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25 gennaio 2011

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