Abbecedario, Czeslaw Milosz

 

Abbecedario fu scritto in risposta a un bisogno profondo allorché l’autore, assente dalla sua terra per mezzo secolo, fece ritorno in Polonia negli anni Novanta e ricevette così in dono dalla sorte uno straordinario incontro con il passato.

Questo libro, scritto in tardissima età, testioniano la vitalità creativa del premio Nobel Czeslaw Milosz.

 

Con la lucidità e l’ironia di chi ha preso distanza, con la pietà e la nostalgia di chi vuole recuperare tutto, registra e registra e registra.

 


È proprio vero: “Quando un autore si diverte il profitto è indubbio”. Milosz lo dice a proposito delle ballate di Mickiewicz, un classico della letteratura polacca. Ma lo stesso vale per questo suo abbiccì: caleidoscopico ultraromanzo del Novecento che, così come è costruito, tessera su tessera, raccolta con l’eccitazione del collezionista smanioso di non perdere nemmeno un frammento del suo tesoro, da qualsiasi parte lo si prenda rivela disegni inattesi e trovate geniali.

 


Oggetti, concetti, luoghi, eventi, personaggi, compagni di scuola, di esilio, di bevute: seguendo l’ordine alfabetico, si intrecciano frammenti di ricordi e di vita.

Come Proust egli possiede l’occhio “telescopico” che coglie contemporaneamente punti assai diversi dello spazio e del tempo: è sempre qui e altrove. Questo sguardo ubiquo ci costringe a leggere e a rileggere i suoi libri perché non siamo mai sicuri di aver guardato fino in fondo il panorama mentale di Milosz.

 


 

Le immagini pubblicate sono relative a opere di Tullio Pericoli

 

Il libro

Czeslaw Milosz, Abbecedario, Adelphi, Milano, 2011

 

L’autore

Czeslaw Milosz

Biografia del premio Nobel

 

 

La libreria

 

 

 

 

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