Il narratore, Walter Benjamin

Il narratore. Considerazioni sull’opera di Nikolaj Leskov, è il saggio di Walter Benjamin che Einaudi ripubblica in questi giorni.

 

Si dovrebbe leggere questo libro anzitutto perché bello. L’autore fu un genio. Bello per eleganza del tono, la struttura quasi teatrale, l’incanto di alcune frasi. La saggezza.

 

Poi bisognerebbe leggerlo per l’argomento trattato: la narrazione. In realtà sarebbe un saggio su Leskov (scrittore russo considerato grande da Tolstoj), ma in realtà questo è il pretesto dell’autore per parlare di parole, frasi e intrecci. Narrazioni.

 

Il tema è per noi più attuale che per Benjamin, l’autore. Come tutti avranno notato, viviamo in una civiltà che ha scelto di farsi governare dalla narrazione. Le parole e i racconti ci accompagnano, sia che lo vogliamo sia che non lo vogliamo. Che ce ne rendiamo conto o no. Allora bisogna almeno esserne consci.

 

Lo storytelling struttura le pubblicità, i discorsi dei personaggi pubblici (molti di loro), il linguaggio dei media in genere. Allora: siamo sempre in grado di distinguere “il reale” dal virtuale? I fatti dal loro racconto?

 

Benjamin ci mostra il confine tra queste cose. Se la narrazione è una magia cui non dobbiamo rinunciare, lui spiega come non rimanerne stregati; se le storie sono strumenti per difenderci dalla falsa semplicità dei fatti, lui suggerisce come non diventarne schiavi.

 

L’articolo trae spunto e cita Alessandro Baricco, La Repubblica, martedì 8 febbraio, pag. 39

Le immagini pubblicate sono illustrazioni di Anna Godeassi. Il suo magnifico sito.

Il libro

Walter Benjamin, Il narratore. Considerazioni sull’opera di Nikolaj Leskov, Einaudi, Torino, 2011

L’autore

Walter Benjamin

La libreria

 

 

 

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