Archive for 24 febbraio 2011

Il romanzo in bianco e nero, Elisa Tonani

24 febbraio 2011

 

Il romanzo in bianco e nero. Ricerche sull’uso degli spazi bianchi e dell’interpunzione nella narrativa italiana dall’Ottocento a oggi è un’originale ricerca di Elisa Tonani sull’uso degli spazi vuoti nella narrativa italiana. Da Pirandello a Baricco a Erri De Luca.

 

Un maestro indù mostrò un giorno ai discepoli un foglio di carta con un puntino nero nel mezzo.

Che cosa vedete?, chiese loro.

Un punto nero, gli risposero.

Come? Nessuno di voi è stato capace di vedere il grande spazio bianco tutt’attorno?.

 

Esiste “punteggiatura bianca” e “punteggiatura nera”.

La prima sono spazi, capoversi, rientri.

La seconda sono i segni d’interpunzione: punto, virgola, punto e virgola, due punti, virgolette, caporali, apostrofo ecc…

C’è il bianco-cornice che accompagna le illustrazioni dei Promessi sposi e il bianco-confine che in Fede e Bellezza di Tommaseo segnala (con una riga vuota) lo spostarsi del punto di vista dall’autore al personaggio. C’è il bianco-dialogato (con gli accapo a ogni battuta) che nei Malavoglia viene meno quando le voci di narratore e personaggi si confondono, e c’è il bianco-silenzio delle sequenze di righe vuote del Fuoco di D’Annunzio.  C’è il bianco-cesura di Pirandello (tra il prima e il dopo) e il bianco-(auto)censura del Pavese del Carcere.

 


Il bianco tipografico è la forma visiva di quel rumore bianco che amplifica, allude, scandisce osparisce, lasciando il lettore in balia del suo monologo interiore. Il bianco tipografico è una bolla esistenziale di non detto.

 

Le immagini visualizzate si riferiscono a opere del Minimalismo

 

 

Il libro

Elisa Tonani, Il romanzo in bianco e nero. Ricerche sull’uso degli spazi bianchi e dell’interpunzione nella narrativa italiana dall’Ottocento a oggi, Franco Cesati, Firenze, 2010

 

L’autore

Elisa Tonani (curriculum scientifico)

 

La casa editrice

Franco Cesati

 

 

La libreria

 

 

 

AC

How to run the world, Parag Khanna

24 febbraio 2011


 

How to run the world. Charting a Course to the next Renaissance è l’ultima opera del pragmatista indiano Parag Khanna, direttore del Global Governance Initiative of the American Strategy Program con sede a Washington.

Questo libro si potrebbe intitolare anche Frammenti di mondo senza un centro. È un altro mondo, qui gli stati non hanno il monopolio della violenza, non hanno confini sacri, non esauriscono il senso della politica. Soprattutto non sono superiori ad altri soggetti: le metropoli, le società militari private, le multinazionali, le Organizzazioni Non Governative (Ong), gli individui influenti o le reti criminali.

 


È il nostro mondo. Osservato però senza sovrapporgli ideologie e costruzioni giuridiche come la sovranità. Il suo sguardo, così rinnovato, cerca di penetrare nel futuro: Non ci sarà nessun Leviatano universale, nessun parlamento di tutta l’umanità, nessuna egemonia americana (…) L’Est non rimpiazzerà l’Ovest, la Cina non prenderà il posto dell’America, il Pacifico non sostituirà l’Atlantico (…) Non avranno più senso i confini ex coloniali, che devono diventare irrilevanti per risolvere i nodi tra Palestina e Israele, Iraq e Kurdistan, Pakistan e Pashtunistan, il Sudan, la Bosnia.

Il protagonista sarà per Khanna una megadiplomazia intelligente, affidata ai mille personaggi influenti di questo nuovo ordine: dai popoli e le loro diaspore agli “statisti senza stato” come il controverso George Soros – che finanziò l’Onu a Sarajevo e le Ong “rivoluzionarie” in Ucraina e Georgia – o Jonathan Auerbach che porta investimenti in Africa.

 


Questo è un mondo medievale dopo il quale dovrà venire un Rinascimento.

 

Le illustrazioni pubblicate sono di Carlo Stanga (qui il suo portfolio). LibOn le visualizza con il permesso dell’autore

 

 

Il libro

Parag Khanna, How to run the world. Charting a Course to the next Renaissance, Random House, 2011

 

 

L’autore

 

 

Parag Khanna

 

 

La fondazione

 

 

La libreria

 

 

 

AC