Il romanzo in bianco e nero, Elisa Tonani

 

Il romanzo in bianco e nero. Ricerche sull’uso degli spazi bianchi e dell’interpunzione nella narrativa italiana dall’Ottocento a oggi è un’originale ricerca di Elisa Tonani sull’uso degli spazi vuoti nella narrativa italiana. Da Pirandello a Baricco a Erri De Luca.

 

Un maestro indù mostrò un giorno ai discepoli un foglio di carta con un puntino nero nel mezzo.

Che cosa vedete?, chiese loro.

Un punto nero, gli risposero.

Come? Nessuno di voi è stato capace di vedere il grande spazio bianco tutt’attorno?.

 

Esiste “punteggiatura bianca” e “punteggiatura nera”.

La prima sono spazi, capoversi, rientri.

La seconda sono i segni d’interpunzione: punto, virgola, punto e virgola, due punti, virgolette, caporali, apostrofo ecc…

C’è il bianco-cornice che accompagna le illustrazioni dei Promessi sposi e il bianco-confine che in Fede e Bellezza di Tommaseo segnala (con una riga vuota) lo spostarsi del punto di vista dall’autore al personaggio. C’è il bianco-dialogato (con gli accapo a ogni battuta) che nei Malavoglia viene meno quando le voci di narratore e personaggi si confondono, e c’è il bianco-silenzio delle sequenze di righe vuote del Fuoco di D’Annunzio.  C’è il bianco-cesura di Pirandello (tra il prima e il dopo) e il bianco-(auto)censura del Pavese del Carcere.

 


Il bianco tipografico è la forma visiva di quel rumore bianco che amplifica, allude, scandisce osparisce, lasciando il lettore in balia del suo monologo interiore. Il bianco tipografico è una bolla esistenziale di non detto.

 

Le immagini visualizzate si riferiscono a opere del Minimalismo

 

 

Il libro

Elisa Tonani, Il romanzo in bianco e nero. Ricerche sull’uso degli spazi bianchi e dell’interpunzione nella narrativa italiana dall’Ottocento a oggi, Franco Cesati, Firenze, 2010

 

L’autore

Elisa Tonani (curriculum scientifico)

 

La casa editrice

Franco Cesati

 

 

La libreria

 

 

 

AC


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