La Primavera Araba

 

La Primavaera Araba: dal 2001 al 2011 la storia è ripartita. Dieci anni dopo il martedì mattina dell’11 settembre 2001.

 

Com’era

L’Afghanistan era guidato da un gruppo di fanatici che aveva consegnato il paese ai campi d’addestramento per terroristi di Osama Bin Laden. L’Iraq era governato dal sanguinario dittatore Saddam Hussein che in nome del panarabismo nazionalsocialista sterminava i suoi concittadini con le armi di distruzione di massa, invadeva i paesi vicini e finanziava i kamikaze anti-israeliani. A Ramallah c’era il vecchio raìs palestinese in divisa militare. L’Iran degli ayatollah fondamentalisti avviava programmi nucleari. La Libia era il regno del colonnello Muammar Gheddafi, il colonnello del terrorismo internazionale. L’Egitto in mano da 30 anni a Hosni Mubarak (vedi post LibOn), finanziato dagli Usa. La Tunisia guidata da 23 anni dal dittatore Zine El-Abidine Ben Ali, posto al governo da un colpo di stato guidato dai Servizi Segreti Italiani con a capo Bettino Craxi (Primo Ministro) e Giulio Andreotti (Ministro degli Esteri).

 

 

Com’è

In Afghanistan e Iraq sotto la guida militare degli eserciti Onu e Nato, quindi sotto l’egida degli interessi economici e politico-strategici delle potenze mondiali, è stato avviato un processo di autogoverno. I palestinesi amministrano i loro territori, hanno tenuto le elezioni e si sono spaccati tra l’ala di Abu Mazen e Hamas. La Siria ha lasciato il Libano e, nel 2005, subito dopo il voto in Iraq, a Beirut c’è stata la Rivoluzione dei Cedri, primo germoglio democratico della regione. L’Iran conta su una vasta opposizione anti autoritaria. La Libia è travolta da una complessa guerra civile (vedi post di LibOn). La Tunisia ha aperto la strada alle rivolte arabe di quest’inverno. L’Egitto, sulla scia tunisina, ha dato vita a una travolgente rivolta popolare di massa (vedi post di LibOn). I colleghi di Mubarak e Ben Ali marocchino, algerino e del Bahrein vacillano.

 

 

Le previsioni

 

Ciò che è accaduto si poteva capire legendo il saggio L’incontro delle civiltà, che lo storico e demografico francese Emmanuel Todd scrisse nel 2007 con Youssef Courbage. Qui affermava, contrariamente all’opinione corrente, che nel mondo musulmano era in corso una profonda modernizzazione destinata a rivoluzionare strutture familiari, rapporti di autorità, riferimenti ideologici. Non si andava verso uno scontro di civiltà ma verso un incontro.

 

 

 

 

Lara Ricci (il suo blog sul Sole 24Ore) lo ha raggiunto al telefono e lo ha intervistato.

  1. Elementi di analisi

Gli indicatori classici dell’analisi culturale; il tasso di alfabetizzazione, con attenzione ai giovani tra 20 e 24 anni; il tasso di fecondità, che mostra il controllo che la gente ha sul proprio destino

2.   Il blocco sociale

Il blocco sociale arabo era dovuto anche a prassi culturali quali il matrimonio tra cugini (endogamia). Ad esempio, tutt’ora in Arabia Saudita, Siria e Giordania è al 35%. La Siria è il paese con il più alto tasso di alfabetizzazione e allo stesso tempo uno dei più alti per tasso di fecondità (3,3 figli per donna), dominato dalla prassi dell’endogamia. Questo non consente un dinamismo sociale e culturale, l’ascesa di un individuo politico attivo e libero.

3.   Evoluzione

Già nel 2007, però,  il mondo musulmano presentava un tasso di alfabetizzazione molto alto e uno di fecondità molto basso (con l’eccezione dei paesi citati sopra). Era quindi già dentro alla modernità. Mancava solo una modernità politica e istituzionale. È interessante notare come proprio la Tunisia fosse il paese col tasso di fecondità più basso: 2 figli per donna. Bisogna notare la grande transizione demografica avvenuta dal 1980-85 a oggi: se prima il numero medio di figli per donna era 7, nel 2005-10 è arrivato a 2,7.

 

 

 

Libri utili per saperne di più

 

 

 

Kenneth Pollack, The Threatening Storm: The Case for Invading Iraq, Random House, 2002

 

 

 

 

 

Paul Berman, Terrore e liberalismo: Perchè la guerra al fondamentalismo è una guerra antifascista, Einaudi, 2004

 

 

 

 

 

 

Christopher Hitchens, A long short war: the postponed liberation of Iraq, Penguin Books, 2003

 

 

 

 

 

 

Nathan Sharansky, In difesa della democrazia: Il potere della libertà contro ogni forma di regime, Sperling & Kupfer, 2005

 

 

 

 

 

 

 

John Lewis Gaddis, Surprise, Security, and the American Experience, Harvard University Press, 2004

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

AC


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: