Il crocifisso di stato, Sergio Luzzatto

 

 

Il crocifisso di stato è il saggio di Sergio Luzzatto pubblicato da Einaudi (Vele) sul simbolo politico del crocifisso cristiano: appeso in molti luoghi pubblici dello stato italiano.

Senza il crocifisso sul muro, dicono, l’Italia
non sarebbe più la stessa. Se il simbolo cristiano
della Passione non avesse più il diritto (o
l’obbligo) di stare appeso alle pareti dei nostri
edifici statali, tutti gli italiani verrebbero privati
di qualcosa di particolarmente prezioso,
perderebbero un ingrediente costitutivo della
loro identità.

Non lo dicono solo tanti cattolici,
che pure – quando vogliono raccogliersi
davanti all’arredo sacro che più direttamente
ricorda il sacrificio del Salvatore – possono
ben farlo in una chiesa, inginocchiandosi
davanti al crocifisso che sta presso l’altare.
Lo dicono tanti laici. Quand’anche riconoscano
di non credere nella Buona Novella, si
affannano a spiegare che sì, che il crocifisso
significa qualcosa anche per loro, o comunque
che sta bene là dov’è. E poi, aggiungono,
quel pezzo di legno e d’avorio non ha mai
fatto male a nessuno.

 

Io penso che gli uni e gli altri abbiano ragione,
a dire che senza il crocifisso di Stato
l’Italia non sarebbe più la stessa. Ma proprio
per questo vorrei che fosse tolto dal muro:
perché l’Italia del futuro non somigliasse
all’Italia del presente.

Perché gli italiani maturassero
idee nuove – più chiare, più generose –
su che cosa significano i
simboli, soprattutto i simboli che pretendono
di essere universali. E perché raggiungessero
una visione meno zuccherosa e piú razionale,
meno retorica e piú critica, insomma una
visione piú seria, dei modi in cui la presenza
(e l’invadenza) della Chiesa nella vita collettiva
ha condizionato e condiziona la nostra
storia.

 


 

 

 

Il libro

Sergio Luzzatto, Il crocifisso di stato , Torino, Einaudi, 2011

 

 

L’autore

Sergio Luzzatto -Università di Torino

 

 

La casa editrice

 

 

La libreria

 

 

 

 

AC


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