Il correttore, Ricardo Menendez Salmon

 

Il correttore è il breve e intenso romanzo di Ricardo Menéndez Salmón; le notizie sugli attentati dell’11 marzo 2004 alla stazione di Madrid ne scandiscono il tempo.

Dopo il fortunatissimo L’offesa, dopo Derrumbe (ancora inedito in italiano), Il correttore chiude una specie di “trilogia sul male” in cui il quarantenne autore asturiano fa via via i conti con la guerra, con le paure contemporanee diventate strumento di controllo sociale e, infine, con il terrorismo e la menzogna manipolatoria della politica.

 

Vladimir, il narratore, un ex romanziere che ha deciso di non scrivere più ed è diventato un semplice correttore, è chiuso in casa a rivedere le bozze de I demoni quando viene informato dell’attentato. L’orrore prodotto da quelle bombe e dalla successiva manipolazione del linguaggio e dei fatti da parte dei politici lo induce a riflettere su quegli eventi a partire dai parallelismi con il romanzo che sta correggendo, quindi a rappresentare, a dare forma a quella realtà tragica e distorta, e infine a scrivere la “cronaca” che leggeremo. Che è, in fin dei conti, un riflessivo andirivieni tra gli eventi esterni, tra lo spettacolo del male in televisione, e le circostanze della propria vita, del rapporto con gli altri: con i genitori, con sua moglie Zoe, con un figlio che vive in Australia e di cui Zoe ignora perfino l’esistenza, con editori e scrittori.

 


In molte pagine, il libro ha perfino cadenze saggistiche, con riferimenti a Camus, a Bulgakov, a Berkeley o a uomini politici reali come Aznar o Ibarretxe, con meditazioni sulla paura, sulla vita e sull’arte, sul dolore che ci rende saggi e lucidi, anche se poi ne dimentichiamo l’esperienza e cadiamo di nuovo nelle nostre vecchie abitudini imperfette. Spesso (anche se non sempre) si tratta di pagine da rileggere e meditare, nonostante a volte rallentino il ritmo narrativo.

E tuttavia, dopo tanto riflettere, dopo tanta “letteratura”, il nocciolo (o la via d’uscita) del libro sembra essere proprio nel “fuori”, nelle azioni, nei gesti, nella vita che batte anche accanto a Vladimir: le sue «opere e i giorni» sono nell’abbraccio con cui stringe la moglie al petto, come se così Zoe “potesse sentirsi più amata, più venerabile, più protetta che attraverso qualsiasi parola”.

 


Magari sembrerà banale, ma per Salmón è proprio quel gesto d’amore a redimerlo “da tutta la poesia del mondo, da tutte le grandi, belle, inutili parole che ci circondano”.

 

Le immagini visualizzate sono illustrazioni di Gipi

 

 

Il libro

Ricardo Menéndez Salmón, Il correttore, Milano, Marcos y Marcos, 2011

 

 

L’autore

Ricardo Menendez Salmon – pagina sito Marcos y Marcos

 

 

La casa editrice

 

 

La libreria

 

 

 

AC


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