L’ultimo inverno, Paul Harding

 

L’ultimo inverno è il romanzo scritto da Paul Harding nel 1967 (in lingua originale Tinkers), pubblicato ora da Neri Pozza con la traduzione di Luca Briasco.

Il titolo originale è Tinkers: la sua sorte fu tutt’altro che fortunata. Il New York Times non lo recensì, le case editrici contattate dall’autore si rifiutarono di pubblicarlo, così Harding continuò a spedire per tre anni lo stesso manoscritto agli stessi editori. Fino a convincersi che  sarabbe rimasto uno scrittore inedito. Destinato alla scoperta dei posteri. Ad aprire la strada a quest’opera intervenne il passaparola. Così venne scoperto dalla no profit Bellevue Literary Press, la quale diede inizio alla sua fortuna editoriale.

Ora, nel 2010, Paul Harding vince il Premio Pulitzer.

 


L’ultimo inverno è un libro sommesso; contiene il resoconto degli ultimi giorni di George Washington Crosby, intrecciato con episodi della vita del padre, Howard, e con una sorta di “cameo”, il nonno, pastore della locale chiesa metodista. Siamo nel Maine, a West Cove, 500 km a nord di Boston, dove George Washington Crosby è nato e il padre Howard girava di villaggio i villaggio a bordo di un carro come venditore ambulante. Era un tinker appunto e riparava ogni tipo di oggetto o di attrezzo, forniva rimedi contro mali e malanni e vendeva ogni oggetto utile nelle case. Il figlio George riparava vecchi orologi.

 


È un libro pieno di oggetti, quindi di memoria: frammenti di tempo passato. Un libro sull’eternità e sulla presenza dell’eterno in tutte le cose. Un libro “religioso”, che che riconduce tutto quanto a un atto di affermazione sopra il dissolversi delle esistenze.

 


 

 

Il libro

Paul Harding, L’ultimo inverno, Vicenza, Neri Pozza, 2011

 

 

L’autore

Paul Harding – pagina sito Neri Pozza

 

 

La casa editrice

Neri Pozza

 

 

La libreria

 

 

 

AC


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