Avevo mille vite e ne ho preso una sola, Cees Nooteboom

 

Avevo mille vite e ne ho preso una sola è il nuovo libro di Cees Nooteboom a cura di Rudiger Safranski, edito da Iperborea.

Il filosofo tedesco da molti anni ammiratore e amico dello scrittore olandese, ha dato corpo a un’antologia fatta di frammenti, un breviario dei nostri giorni dal significato del viaggio come esperienza esistenziale al mistero del tempo, al valore assoluto della letteratura. Per insegnare che la scrittura, come il viaggio, è ricerca in cui perdersi e che solo l’immaginazione può aprire gli occhi alle possibilità della vita.

 

Alcune persone si mettono in viaggio verso gli amici, altre verso un ricordo, un quadro, un paesaggio e ogni tanto c’è qualcuno che compie perfino un pellegrinaggio verso una poesia. Alcune poesie descrivono luoghi, di altre sappiamo dove sono nate; l’amante della poesia sale con Petrarca sul Monte Ventoso, passeggia per Napoli a braccetto con Shelley, è a Itaca con Omero e sulle rive del Tago pensa a Slauerhoff.

Qualcosa del genere capitò anche al viaggiatore solitario che in un gelido giorno di gennaio, indossando un impermeabile troppo leggero, entrò sul far della sera nell’Hotel La Ginestra di Recanati, un albergo un po’ tetro e uno dei pochi al mondo a portare il nome di una poesia. La ragazza alla reception lo registrò come Michael Kruger e dato che questo non è un giallo partiamo dal presupposto che fosse il vero nome dell’ospite…

 


 

 

Il libro

Cees Nooteboom, Avevo mille vite e ne ho preso una sola, Milano, Iperborea, 2011

 

 


 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

Ma attenzione ogni libro ne richiama un altro

flintstones 41


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: