Merchants of culture, John B. Thompson

Merchants of culture è un denso e importante saggio di John B. Thompson dedicato all’analisi del mercato editoriale.

Profonde modificazioni stanno intervenendo in questo settore, e avranno – anzi, hanno già – risvolti culturali pesanti e determinanti.


Tuttavia, con le analisi del mercato editoriale bisogna essere cauti: perché quasi sempre non sono analisi ma anatemi e verdetti. Spesso non si tratta di argomentazioni scientifiche. Qualcuno ogni tanto coglie segnali, è vigile e sensibile sui cambiamenti: è appena uscito per Marsilio l’ultimo libro di Alfonso Berardinelli, Non incoraggiate il romanzo.

Il saggio di John B. Thompson invece analizza i fenomeni argomentando, documenti e prove alla mano. È un lucido studio dei meccanismi che dominano questa industria. Aggiornato, pieno di dati, scritto in modo neutrale. Non che la neutralità sia un gran valore di per sé, ma in alcuni casi può aiutare a capire.


Innanzitutto, l’autore ci dice che ha cambiato faccia la vendita dei libri. Le piccole librerie, nella maggior parte dei casi, spariscono, a vantaggio della grandi catene (modello anche questo in crisi: leggi il post di LibOn a riguardo) e dei rivenditori online. Chiaramente come si vende influisce su cosa si vende. Allora sono preferiti libri ad alta rotazione e autori considerati brand sicuri. Al mercato tascabile si è sostituito l’hardcover di massa: pochi titoli in grado di vendere elevate o elevatissime quantità di copie (The Winner Takes it All). Sono i megaseller alla Dan Brown.

Tende a sparire il catalogo, insieme a quegli autori sui quali l’editore investe più a lungo termine. Sembra sparire il tempo stesso dell’editoria.

Quanto detto descrive la situazione del mercato editoriale britannico e americano.

Il libro

John B. Thompson, Merchants of culture, Polity Press, Cambridge, 2010

L’autore

La casa editrice

Polity

La libreria

AC


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: