Franco Quadri il critico che ci ha fatto scoprire Kantor

Franco Quadri è il critico che ci ha fatto scoprire Kantor.

 

 

Non era sempre facile il rapporto con lui; scomparso domenica a Milano, a 74 anni. Il carattere spigoloso, le forti scelte di campo ne hanno fatto uno dei personaggi più temuti dell’ambiente. Anche i colleghi dovevano decifrarne ogni volta gli umori.

Ciò detto, vedeva tutto, sapeva tutto, era uno degli uomini più informati sul teatro. Viaggiava e riportava le sue impressioni. Tutti noi gli dobbiamo molto in questo senso. Critico, editore, traduttore, organizzatore di molteplici iniziative culturali, ha sempre amato mischiare i suoi diversi ruoli professionali. È stato senza dubbio un uomo di potere, come tale discusso e controverso. Ma credo si possa dire che mai ha anteposto alla battaglia delle idee qualunque tipo di interesse personale.

 


 

 

Da critico ha collaborato a lungo con Panorama, poi con La Repubblica. È stato caporedattore di Sipario. Ha promosso festival, ha diretto la sezione teatro della Biennale di Venezia, ha ideato i corsi dell’École des Maîtres. Ma la sua impronta più profonda l’ha forse impressa nella Ubulibri: la più importante casa editrice teatrale italiana. Quella che ha pubblicato fra l’altro le opere di Kantor, Heiner Müller, Beck, Thomas Bernhard, Koltés.

Ecco perché Franco Quadri è il critico che ci ha fatto scoprire Kantor. Dalla Ubulibri sono nate due creature predilette come il Patalogo, l’annuario che dal ’78 documenta le produzioni e gli avvenimenti della stagione, e i premi Ubu, molto più che dei semplici riconoscimenti, una bussola e una fondamentale occasione di bilancio.

 


 

 

Al teatro, di sicuro, ha dato tanto, profondendovi le sue energie e risorse economiche. Lascerà inevitabilmente un grande vuoto.

 

 

Il testo è un articolo apparso sul Sole 24 ore lunedì 28 marzo 2011

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AC


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