Piccoli naufragi, Mavis Gallant

Piccoli naufragi è una raccolta di racconti di Mavis Gallant pubblicata da Bur.

Il testo è tradotto da Chiara Gabutti, postfazione di Michael Ondaatje.


Se la fedeltà si tempra e si misura col tempo, attendibilissimo è il banco di prova della quasi novantenne scrittrice canadese; austera, tenace ed elegante. La fedeltà alla scrittura ha sempre avuto in lei un basilare legame con l’autonomia personale e con la predilezione quasi assoluta per la forma-racconto.

Decisa a vivere solo della propria narrativa, lasciò il Canada per la Francia nel 1950, prima di compiere trent’anni. Allora la mitica Parigi di Hemingway aveva palazzi “anneriti da decenni e decenni di fuliggine e sporcizia” che avrebbero “incupito quei primi inverni europei”. In Canada lasciava un impiego come cronista e un marito da cui aveva divorziato ma di cui continuò a tenere il cognome (da signorina si chiamava Young).

Bilingue, Mavis Gallant ha sempre vissuto e vive in francese ma ha sempre scritto in inglese, in quella che sentiva come lingua dell’immaginazione. In Europa ha avuto una fama per così dire “di ritorno”, spesso mutuata dall’Inghilterra. In Italia la sua notorietà si è diffusa tardivamente, anzi, rimasto senza durevole eco Sospeso in un pallone, dodici storie parigine tradotte da Ettore Capriolo per Bompiani nel 1989, la sua narrativa è una recente riscoperta della casa editrice Bur.

Il testo è tratto dall’articolo di Cecilia Bello Minciacchi apparso su Alias – settimanale del Manifesto – sabato 16 aprile 2011

Le immagini visualizzate sono dipinti di Henri de Toulouse-Lautrec

Il libro

Mavis Gallant, Piccoli naufragi, Rizzoli (Bur), Milano, 2011

L’autrice

La libreria

AC


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