Strade di notte, Gajto Gazdanov

 

 

 

Strade di notte è la prima edizione italiana della quarta opera di Gajto Gazdanov (1903-1971), grande scrittore russo originario dell’Ossezia emigrato in Francia all’età di vent’anni. La casa editrice è l’ottima Zandonai. La traduttrice Claudia Zonghetti (già traduttrice di Vita e Destino di Vasilij Grossman).

Sopravvissuto alla Rivoluzione d’ottobre, alla prima Guerra Mondiale e alla scomparsa dei parenti, arriva a Parigi appena ventenne, nel 1923. Pratica molti mestieri, tiene lezioni di storia alla Sorbona; diventa presto uno dei più importanti scrittori dell’emigrazione russa. Tuttavia la sua opera viene pubblicata e “riconosciuta” solo nel 1991, vent’anni dopo la morte.

 

 

Per leggere proficuamente i suoi testi, come accade per gli autori nei quali Storia e biografia sono fittamente intrecciate, occorre tenere presente la sua vita di esule. Scrittore in terra straniera. È comunque uno scrittore di difficile decifrazione: “come il quasi coetaneo Nabokov, la dimensione di esule ne connota la trasversalità e i crucci personali – come scrive Stefano Gallerani (Alias, Il Manifesto) – , ma a differenza di quel geniale e bilioso architetto di strutture concentriche, lui escogita, per ricreare tanto la propria identità che la propria lingua, di diventare un altro senza arrivare all’estremo di mutare codice e registro sintattici; forse è eccessivo affermare, come è stato fatto, che il suo fu un lungo tour de force per diventare uno scrittore francese di lingua russa, tuttavia, senza sondare i termini di questo peculiare sincretismo, si faticherebbe non poco a trascrivere la cifra dei suoi libri”.

Il libro nasce dalla vita notturna, che l’autore, come tassista, ha praticato per alcuni anni della sua vita. La Parigi qui narrata in un viaggio au bout de la nuit, è una selva “aspra” di uomini e donne mancati o perduti in una vita precipitata nel buio. L’io narrante racconta le vite di uomini sconosciuti della città e lega la loro esistenza alla propria. Principi decaduti, nobildonne sul lastrico, filosofi platonici ed etilici; e poi operai, baristi, prostitute e ministri, ciascuno giunto all’ultimo stadio del degrado sociale.

 

Il testo riassume l’articolo di Stefano Gallerani pubblicato su Alias, Il Manifesto il 12/06/2011

 

 

 

 

Il libro

Gajto Gazdanov, Strade di notte, Zandonai, Rovereto, 2011

 

 

 

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AC


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