L’idiota in politica, Lynda Dematteo

 

 

L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord è il saggio dell’antropologa francese Lynda Dematteo pubblicato in Francia nel 2007 dalla  Cnrs éditions-Editions de la maison des sciences de l’homme e uscito nelle librerie italiane il 22 giugno scorso per i tipi di Feltrinelli.

 

Il tema è la rinascita – forse il risveglio – delle pratiche comunicative populiste nello scenario della politica italiana. Forse sarebbe meglio dire, l’utilizzo di un linguaggio generico, sbrigativo e aggressivo da parte di alcuni tra i principali partiti politici del Parlamento italiano. Ma non solo. Il focus di questo lavoro è la tecnica comunicativa della Lega nord: a prima vista frutto di “uscite” estemporanee,  dichiarazioni talvolta sfrontate o provocanti, talvolta aggressive oppure apertamente razziste e bigotte, ma a una seconda analisi, tecnica precisa, linguaggio “pratico” e chiaro, capace di parlare a una determinata porzione di società civile. Questo linguaggio poggia su miti costruiti con attenzione: la Padania, Roma ladrona, i comuni virtuosi del nord Italia; o rituali: il prelievo dell’acqua alla sorgente del Po, il raduno di Pontida ecc… Oppure ancora su una tradizione “culturale” di riferimento: quella celtica; un “padre fondatore” (immagine iconorafica del partito): Alberto da Giussano, ovvero un personaggio leggendario del XII secolo citato in alcune opere letterarie. Tutto questo costruisce un quadro farsesco e caricaturale.

 

 

 

 

Come nasce il discorso leghista?

Esiste una relazione carsica tra l’opposizione cattolica allo stato unitario nei primi decenni di vita nazionale e il leghismo. Vi è una quasi totale sovrapposizione geografica tra ex province bianche e aree leghiste. L’autonomismo nordista ha le sue radici nei movimenti autonomisti che sopravvivono ai margini della Dc negli anni 50. Diffuso in alcune province periferiche, era conosciuto e ripreso da alcuni amministratori ed esponenti politici locali democristiani. L’attuale discorso della Lega nord è stato composto in quel periodo, quando nacquero esperienze come il Movimento autonomista bergamasco di Guido Calderoli che si presenta alle elezioni amministrative del ‘56, il Movimento autonomie regionali padane che partecipa alle elezioni politiche del ‘58 e del ‘67, l’Unione autonomisti padani di Ugo Gavazzeni che approva il suo statuto a Pontida, sempre nel ‘67, federando gruppi autonomisti lombardi, trentini, friulani e piemontesi. Anche se non si tratta di un’elaborazione ideologica vera e propria ma di un diffuso senso comune. Dopo essere sopravvissuto per decenni tra le pieghe profonde del territorio, tenuto a bada nei suoi accenti più reazionari dal partito cattolico, si rigenera e riemerge brutalmente in superficie quando la Dc crolla sotto i colpi delle inchieste giudiziarie.

 

Nella tua ricerca sostieni che la sua matrice politico-culturale risale ancora più indietro?

Rimonta alla tradizione cattolica antiliberale, al riflesso antigiacobino del clero legittimista, al retroterra guelfo e papalino che fa proprio il discorso del governo locale e delle autonomie e che si lega alle insorgenze popolari delle valli che vissero in modo ostile la campagna bonapartista, il triennio giacobino con le sue riforme che mettevano in discussione i vecchi diritti consuetudinari concessi dalla Serenissima, il Risorgimento delle élites urbane massoniche e rimasero indifferenti alla Resistenza egemonizzata dai comunisti.

 

Come si concilia tutto ciò col paganesimo delle ampolle e i matrimoni celtici?

Alcuni di questi riti sono inventati, come nel caso dell’ampolla, altri sono ripresi e dirottati, come accade per il giuramento di Pontida. La Lega se ne appropria e li deforma reinventando un proprio mito delle origini. Mentre il rito dell’Ampolla rinvia piuttosto al paganesimo classico dell’estrema destra, il giuramento di Pontida risale alla tradizione neoguelfa, al momento della riconciliazione tra i cattolici rimasti fuori dalla vita politica nazionale e lo Stato italiano. I leghisti ne capovolgono il simbolismo originario per trasformarlo in un patto contro Roma. L’esatto contrario del significato attribuito dalla tradizione neoguelfa che vedeva in Roma la sede del papato.

 

 

 

 

Il libro

Lynda Dematteo, L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord, Feltrinelli, Milano, 2011

 

 

 

L’autrice

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

AC


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