I costi della Tav

 

 

Con il titolo I costi della Tav, voglio pubblicare un post che faccia eco alle ragioni di chi a questa “grande opera” si oppone. Riprendo quindi -così come è stato fatto dal blog Il primo amore– un articolo di Fabrizio Tassi su MicroMega intitolato Il totem-Tav: istruzioni per vetero-progressisti.

Catalogo di formule pronte all’uso per chi è a favore e non ha tempo da perdere in noiose discussioni su numeri, dettagli tecnici e questioni politiche connesse.

– È un progetto strategico

– Non possiamo rimanere fuori dall’Europa

– Le grandi opere sono indispensabili allo sviluppo del Paese

– Non possiamo perdere i finanziamenti europei

– Porterà posti di lavoro e farà crescere il Pil

– È ecologica perché sposta le merci dalla strada ai binari

– È il futuro

– Chi si oppone lo fa per motivi puramente ideologici

– Gli ambientalisti vogliono riportarci all’età della pietra

– I valligiani di Susa (egoisti) difendono il proprio giardino senza pensare all’interesse nazionale

– I valligiani di Susa (ignoranti) non sanno che il sistema di trasporti piemontese sarà presto saturo

– I valligiani di Susa (ingenui) sono manovrati dai centri sociali e dagli anarchici, che vogliono sovvertire l’ordinamento democratico e menar le mani

 

Catalogo di argomenti da evitare e questioni che i vetero-progressisti del Pd non devono conoscere, altrimenti potrebbero cambiare idea e assomigliare pericolosamente ad attivisti antagonisti.

– Il traffico merci lungo l’arco alpino è in costante diminuzione e non si prevedono aumenti per il futuro (è saturo il mercato, non il sistema dei trasporti; le previsioni iperboliche della prima ora sono state riviste al ribasso, ma rimangono fantascientifiche).

– In val di Susa c’è già la linea ferroviaria del Frejus, costantemente ampliata e ammodernata, che viene utilizzata per meno di un quarto della sua capacità (il Piemonte non è una landa desolata, le aziende emigrano causa costo del lavoro in Paesi privi di infrastrutture; sarebbero ben accetti investimenti in ricerca, innovazione, competitività delle imprese italiane)

– Si prevede un migliaio di posti di lavoro su una media di 7 anni: a conti fatti si tratta di un investimento di 9 milioni di euro per ogni addetto (…!)

– La Torino-Lione costerà almeno 17 miliardi di euro, senza dimenticare che per i tratti di Tav già terminati le spese sono triplicate rispetto a quanto preventivato (it’s Italy, baby)

– Due perizie sulla Torino-Lione, commissionate dal Ministero dei Trasporti (1998) e dal Governo francese (2003) al Conseil Général des Ponts et Chaussées, hanno bocciato il progetto, sottolineando che “conviene intervenire sulla linea esistente” (comunisti…)

– L’Università di Siena (anarchici…) ha calcolato che il trasporto ferroviario via Tav è peggiore di quello stradale in termini di emissione di CO2 e particolato, senza tener conto dell’energia consumata e delle emissioni rilasciate nell’atmosfera per realizzare l’opera (lo studio riguardava il tratto Bologna-Firenze, ma non è difficile immaginare che per la Torino-Lione sarebbe un po’ peggio)

– I sindaci del Mugello hanno un repertorio infinito di aneddoti su 15 anni di scontri con chi gestiva i cantieri della Tav, sui soldi che continuano a mancare per riparare i primi danni ambientali (poi bisognerà riparare gli ultimi), sul fatto che nel 2010 c’erano ancora sul territorio le aree di cantiere con baracche, materiali edili e discariche (alla prossima puntata il tema della movimentazione terra e degli affari (mafiosi) connessi)

– I valligiani resistono da 20 anni, non da ieri l’altro. Nei tempi più recenti si contano almeno dieci manifestazioni con 30 mila persone ciascuna come minimo. La sera precedente gli scontri alla Maddalena, una fiaccolata partita da Chiomonte (1000 abitanti) ha coinvolto 8 mila persone. Il giorno dopo lo smantellamento del presidio, a Susa erano in 20 mila (così, a prima vista, non sembravano pericolosi sovversivi, ma le loro facce non le vedrete nel tg di Minzolini, dovrete accontentarvi di cercarle in rete).

 

 

 

Letture utili

1.   150 ragioni (tecniche e dettagliatissime) per dire no alla Tav

2.  “Le ragioni liberali dei No alla Torino-Lione”, spiegate da Marco Ponti, che insegna Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, Marco Boltani, docente di Economia Politica alla Statale, e Francesco Ramella, ingegnere dei trasporti

3.  Documenti, interviste e analisi nel sito www.notavtorino.org

 

 

 

 

 

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