Corrispondenze ai margini dell’Occidente, Loris Ferri e Stefano Sanchini

Corrispondenze ai margini dell’Occidente di Loris Ferri e Stefano Sanchini, uscito di recente per i tipi di Effigie.

 

A presentarlo bastino alcune parole di Roberto Roversi, tratte dalla Nota introduttiva:

Un Dante e un Virgilio del nostro tempo. Non dentro all’inferno dei morti ma nell’assordante inferno della vita, sempre percosso da un franare di sassi. Domande che circondano il lettore, lo allagano. Come in una stanza senza vetri. Un ansimare di parole che risuona con una musica da organo, forte e scandita. Dunque, un Dante e un Virgilio del nostro tempo? Intrappolati nella densità di un mondo che non dà respiro? Un convulso risuonare e tormentarsi fra le alte pareti di un inferno cittadino? La sapienza del chiedere, la lucida ossessione del tendere l’arco delle parole per l’impegno di rispondere o almeno di collegarsi a quella ossessione, e intanto, aperta, la tragica ferita di continuo indotta dal sapere poco e dal volere molto, placando l’affanno dell’incertezza sulle spalle del compagno di questo viaggio nell’inferno poi nel purgatorio delle parole (rr)

 

Loris Ferri e Stefano Sanchini fanno parte della redazione della Rivista di Poesia e Realtà La Gru. Loris Ferri ha pubblicato la raccolta poetica: Borderlinea (Thauma, 2008), con prefazione di Gianni D’Elia, e di prossima pubblicazione è il poema in versi Rom -uomo-. Stefano Sanchini ha dato alle stampe l’opera prima Interrail (Fara Editore, 2007), con prefazione di Davide Nota, e il poema eretico Via del Carnocchio (Thauma, 2010). Fanno parte del progetto Calpestare l’oblio – Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale per la resistenza della memoria repubblicana.

 

 

 

Da Infernaccio

Stefano:

la fame ritrova la sete
dell’adulto con bandiere più nere
e il suo culto mai smesso dell’avere

il carrarmato schiaccia le madri
l’aereo bombarda moschee
per il petrolio in terre straniere

di questa storia che non ha una memoria
io ricordo gli ospedali le scuole
crollare a due passi da casa

dall’altra parte del mare dov’erano
le intelligenti armi non so
gli stolti eran davanti alle televisioni

calcificati dai loro palloni e dai grandi
fratelli educati al competere a vincere
premi; si fa cupa l’era del capitale

non ci si può distrarre non basta
il tempo a pensare
io penso ai fratelli minori

una colpa ce l’hanno
ed è quella di essere nati;
Loris ti prego ferma la guerra

voglio che torni il carretto di legno
con sopra il grano e sopra ubriaco
il contadino che canta al suo mulo

Loris:

e nel vino ubriaco che solca il bicchiere,
del canto di lotta nei bar di provincia
forse qualcuno è rimasto, ancora a parlare
forse un delirio ci lascia vedere ciò che sarebbe!

“allora venga la notte e squarci l’ombra
in forma di falce scavi il cranio alla terra
perché siano i morti vivi meno soli”…
così Pier Paolo, Borìs e Volodja

non voglio per me contare i defunti
non voglio solo fiutare cose sepolte
già un odore resiste che nessuno ricorda
di un fascismo ancora vivo nei costumi

nostri….ahimè! non basta capire ma sentire
si deve in questo giorno nell’ora e nel tempo
in cui terre che furono nome d’Iguana
ora in morte il loro suono è sancito

terre fecondate nel sangue semplice
degli indigeni; ma noi gendarmi dell’etimo
a muovere guerre ai mulini a vento,
sappiamo ciò che in terra va colto

non è sangue, ma è frutto fecondo…

 

 

 

Il testo è tratto da Absolute Ville; autore Valerio Cuccaroni.

Le immagini visualizzate sono opere di William Kentridge

 

 

 

Il libro

Loris Ferri e Stefano Sanchini, Corrispondenze ai margini dell’Occidente, Effigie, Milano, 2011

 

 

 

La casa editrice

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

AC


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