L’arte o la vita!, Tzvetan Todorov

 

 

L’arte o la vita! Il caso Rembrandt, è il saggio di Tzvetan Todorov uscito in questi giorni, con la traduzione di Cinzia Poli,  per i tipi di Donzelli Editore.

 

Non è la prima volta che Todorov si occupa di pittura: dopo alcuni libri sull’invenzione dell’individualità nella pittura fiamminga, quest’anno in Francia è uscito Goya à l’ombre des Lumières. Del pittore olandese invece Todorov privilegia i disegni e le stampe rispetto ai dipinti, non fa pettegolezzi biografici, si basa sulle immagini, mostra come per Rembrandt l’arte fosse un modo di conoscere, non di amare. Gli muore un neonato dopo l’altro, e lui raffigura i bambini dei vicini, l’affetto paterno degli altri. La moglie si ammala e agonizza, e lui la disegna più da patologo che da marito sconsolato. Perfino negli autoritratti adopera sé stesso come farebbe un regista con un attore, senza rispettare la propria personalità, ma per scavalcarsi e diventare tanti personaggi diversi.

Può sembrare una questione marginale, ma ha non poco peso politico, oggi. Avete mai fatto caso alla voluttà con cui i giornali fanno gossip su grandi artisti, intellettuali, scrittori del passato? Corriere della Sera, Il Foglio, Il Giornale: è tutta una lista della spesa, un grondare di meschinità, amici traditi, coniugi andati fuori di matto.

Come mai tutta questa solerzia demolitrice della destra? Semplice: arte e letteratura oggi sono uno dei pochi varchi per accedere alla parola pubblica. La rappresentanza politica è bloccata, i divi dei media imperversano. Riescono a far sentire una voce diversa quei romanzi, film o opere d’arte che devono sgusciare fra libri di ricette, ruffianate di deejay, noir di telegiornalisti. Dunque bisogna dimostrare che non c’è niente di più abietto dell’ambizione di artisti e scrittori, e che ogni opera non è altro che l’espressione del loro egoismo. Il significato della letteratura e dell’arte finisce per coincidere con il caratteraccio degli autori. Non c’è opera o atto pubblico che non scaturiscano da tornaconto e vanità. La bellezza fa schifo.

 

 

Il testo è tratto dall’articolo di Tiziano Scarpa pubblicato il 16-09-11 su Saturno, settimanale del Fatto quotidiano

 

 

 

Il libro


Tzvetan Todorov, L’arte o la vita! Il caso Rembrandt, Donzelli, Roma, 2011

 

 

L’autore

 

 

La traduttrice

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

AC


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