Matera 2019 nel cinema, nella letteratura, nell’arte: Il Vangelo secondo Matteo (Pier Paolo Pasolini)

 

 

 

 

Matera 2019 nel cinema, nella letteratura, nell’arte:  la “vita artistica” della città lucana. Continuiamo: Il Vangelo secondo Matteo (Pier Paolo Pasolini, 1964). In occasione della candidatura della città dei Sassi a capitale europea della cultura 2019, costruiamo un percorso rievocativo delle sue apparizioni nell’arte italiana e internazionale, così da celebrarne l’austera bellezza e ricordarne la storica antica povertà.

 

Il film – con Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Paola Tedesco, Ninetto Davoli, Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, Rodolfo Wilcock, Francesco Leonetti, Enzo Siciliano – è girato nel lontano 1964. La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l’umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l’autobiografia, la passione con l’ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più  solo preistoria, raggiumge una forte tonalità epica e religiosa. Dedicato “alla cara, lieta e familiare memoria di Giovanni XXIII”. Premio speciale della giuria e altri tre collaterali, tra cui quello dell’OCIC (cattolico) a Venezia; tre Nastri d’argento 1965 (regia, fotografia, costumi). Insulti beceri di neofascisti e cattolici in camicia nera. Fotografia: Tonino Delli Colli. Scene: Luigi Scaccianoce. Costumi: Danilo Donati. Il catalano Irazoqui doppiato da E. M. Salerno.  (Commento del Morandini, Zanichelli, 2011)

 

 

 

 

 

 

 

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AC


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