Self Comes to Mind. Constructing the Conscious Brain, Antonio Damasio

 

 

 

In Self Comes to Mind. Constructing the Conscious Brain, Antonio Damasio rilancia l’importanza primaria del tronco encefalitico nel cammino della mente verso l’io.

È questo un approccio ricco di suggestioni non sempre ben corroborate. Il filosofo John Searle lo ha ringraziato per avergli chiarito tramite email quel che voleva dire. Tuttavia, pur apprezzando il libro, pensa però che non sia sulla buona strada. Neanche la recensione-saggio che Searle gli ha fatto sul New York Review of Books – il 9 giugno 2011 – aiuta a capire il lavoro dell’autore.

 

Quel che possiamo dire è che la ricerca naturalistica ha trovato aree della corteccia attive nelle attività di mente e coscienza, delle quali, entro certi limiti, si conoscono le attività elettro-chimmiche. La metodologia della ricerca, che cerca di capire se e in che misura la correlazione fra eventi mentali e aree cerebrali attive è causale, è ben strutturata, e i protocolli che accompagnano le comunicazioni sono dettagliati ed esaurienti. La ricerca punta alla conoscenza delle connessioni fra le aree corticali e sottocorticali, alla plasticità della corteccia a seconda delle esperienze, al ruolo dei geni e della distribuzione causale dei neuroni, alle conseguenze dell’invecchiamento sui processi cognitivi. La scoperta della sincronizzazione delle cellule di reti neurali geneticamente omogenee nei processi della coscienza è stata, ad esempio, fondamentale per capire la formazione e il funzionamento delle mappe neuronali. (…) Per l’autore l primo passo del cervello sulla via della coscienza  sarebbe la mente inconscia, risultato dell’aggregazione di mappe corticali flessibili diffuse in tutto il cervello. (…) L’unica interpretazione possibile è che la mente inconscia, primo passo dei meccanismi del cervello verso la coscienza, sarebbe l’insieme di ciò che si percepisce, prima che sia percepito. Il cervello crea l’io, il Self, di cui l’autore – riprendendo in parte William James – descrive tre stadi e che considera essenzialmente costituito da qualia (senso di piacere, dolore, il senso dell’esperienza ecc…). Quando l’Io, che non è un nucleo del cervello, ma un processo nervoso, si aggiunge al processo fino allora inconscio della mente, nasce la coscienza, che è “uno stato della mente in cui c’è la conoscenza di se stessi e dell’ambiente”. (…) Pagine non prive d’interesse su descrizioni fenomenologiche dei qualia, del feeling delle emozioni, della memoria si alternano a modelli speculativi d’eventi per i quali l’approcco naturalistico sarebbe indispensabile. Questo libro è la conferma che le riflessioni sulla coscienza senza riferimenti ai correlati nervosi sono costruzioni spesso lussureggianti, ma che non spiegano nulla.

 

Il testo è l’articolo di Arnaldo Benini sul settimanale Domenica del Sole 24 Ore il 25-09-11

L’immagine in apertura è un’illustrazione di Anna Godeassi

 

 

 

 

Il libro

Antonio Damasio, Self Comes to Mind. Constructing the Conscious Brain, Cornerstone, London, 2010

 

 

 

L’autore


 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

AC

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