Archive for the ‘Adelphi’ Category

Il superorganismo, Bert Hölldobler e Edward O. Wilson

25 novembre 2011

 

 

 

 

Il superorganismo, di Bert Hölldobler e Edward O. Wilson, è l’edizione italiana di un libro spettacolare – a livello di esemplificazione delle sofisticate potenzialità teoriche del pensiero evoluzionistico – scritto dai due più autorevoli mirmecologi viventi. La sua uscita purtroppo ha tardato cinque anni a causa del dissidio insorto tra loro durante la gestazione dell’opera. Un contrasto riguardante il meccanismo selettivo che avrebbe fatto emergere i comportamenti altruisti e, nella fattispecie, dato luogo alle forme di socialità più avanzate e sorprendenti, osservabili quasi solo tra gli insetti eusociali. Quel dissidio è diventato un acceso (anche nei toni) scontro tra Wilson e alcuni biologi teorici, da una parte, e la comunità dei sociobiologi, di cui l’entomologo di Harvard era uno dei leader scientifici. L’ultimo eclatante episodio è del marzo scorso: 130 sociobiologi hanno firmato una lettera a Nature, criticando duramente un articolo di Wilson e di Peter Nowak, che pretende di smontare la teoria della selezione parentale. Cioè, la tesi che l’altruismo e quindi la cooperazione negli insetti sociali, siano evolutivamente la conseguenza della parentela genetica tra gli individui.
La questione è piuttosto nota, e viene sollevata da Charles Darwin. Come è possibile, se l’unità di selezione è l’individuo, che trasmette le sue caratteristiche vantaggiose alla prole, che esistano organizzazioni sociali, come quelle delle formiche, delle termiti o delle api, i cui componenti, a parte le regine, sono sterili o non si riproducono e vivono o si sacrificano per il formicaio, il termitaio o l’alverare? Darwin opta per l’esistenza di un livello di selezione al di sopra dell’individuo. Cioè che anche la colonia possa funzionare come un’entità biologica competitiva. (…) Tornando al libro, si tratta di un’espansione della parte teorica di Formiche (tradotto anche’esso da Adelphi 1997) con cui la coppia vinse il Pulitzer ma soprattutto di un aggiornamento del famoso, splendido e oggi storico Le società degli insetti pubblicato da Wilson nel 1974 (Einaudi 1976). Rimane il fatto che, pur con l’indecisione teorica di cui si è detto, questo libro contiene formidabili lezioni sulla natura dell’organizzazione biologica e dimostra come alla fine la sociobiologia, anche rispetto al funzionamento di società evolutivamente molto lontane da noi, sta di fatto convergendo in una nuova sorta di economia sociale della natura. Dove l’intuizione smithiana della “mano invisibile” e l’annoso problema del coordinamento spontaneo dei comportamenti individuali trova negli insetti eusociali formidabili modelli naturali. Su cui non farebbero male gli economisti a ragionare, usando questi sistemi come termini di paragone per capire cosa manca alle società umane (a parte i geni, e questo non è poco!) per cooperare più efficacemente in vista di un bene comune.

 

 

 

Il testo è tratto dall’articolo di Gilberto Corbellini sul settimanale Domenica del Sole 24 Ore in data  20-11-2011

 

 

 

Il libro

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, Jack Kerouac, William Burroughs

13 maggio 2011

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche è il libro che fonda il mito della Beat Generation. Gli autori sono Jack Kerouac e William Borroughs. L’editore è Adelphi.

L’opera nasce nel 1945. Gli autori sono appena usciti di galera: sono stati incarcerati per qualche mese per favoreggiamento. Favoreggiamento in cosa? In omicidio e (forse soltanto) occultamento di cadavere. Verso chi? L’amico Lucien Carr, studente alla Columbia University. Il fatto è questo: in un’afosa notte d’estate del 1944, in un parco dell’Upper West Side, David Kammerer e Lucien Carr, ubriachi, hanno un diverbio. La discussione degenera in zuffa; Lucien estrae un coltellino e colpisce l’amico al petto. Dunque, convinto di averlo ucciso, riempie le tasche dell’amico privo di sensi di pietre e lo getta nell’Hudson. Il giorno dopo un avvocato accompagna Carr all’ufficio del procuratore distrettuale per denunciare il fatto.

Come si è detto, l’anno è il 1945. Gli autori sono appena usciti da questa brutta vicenda. Dividono un appartamento in Riverside Drive con le rispettive compagne, Edie Parker e Joan Vollmer, e rievocano l’omicidio di David Kammerer nella stesura di un libro. Nasce il mito della generazione perduta: popolazione allucinata di una Manhattan succida e pericolosa.

Naturalmente il libro ha avuto una vita travagliata. Le case editrici (Simon & Schuster e Ace Books tra le altre) non accettano di pubblicarlo. Questo per almeno trent’anni. Ma, contemporaneamente, Lucien Carr, uscito di galera, sposatosi e divenuto rispettato giornalista, si oppone alla sua uscita. Solo dopo la sua morte il libro può avviarsi sulla strada della pubblicazione.

Il testo riassume l’articolo di Tommaso Pincio sul Venerdì di Repubblica del 13/05/2011

Il libro

Jack Kerouac, William Burroughs, E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, Adelphi, Milano, 2011

Gli autori

La libreria

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In fondo al fiume, Jamaica Kincaid

5 aprile 2011

 

 

In fondo al fiume è la prima opera letteraria di Jamaica Kincaid pubblicata nel 1984 con il titolo At the Bottom of the River. Il vero nome dell’autrice è Elaine Cynthia Potter Richardson; nel 1973 assunse quello che conosciamo perché la famiglia disapprovava il suo lavoro di scrittrice.

 


Questo libro canterà sul vostro scaffale. È troppo intasato d’amore per suscitare invidia, troppo umile per gli encomi, e tuttavia è così impressionante da non poter eludere lo stupore.

Così Derek Walcott salutò questo primo libro della scrittrice statunitense, che radunava i racconti poetici già accolti dai lettori del New Yorker come rari gioielli letterari: a scorci di una natura lussureggiante che suscita inquietudini profonde si alternano i ricordi di un’infanzia caraibica fatta di scoperte minute e preziose, di dolenti rapporti familiari dominati da una madre che tutto dona e poi tutto nega

Cingendomi con le braccia, mi avvicinò sempre più la testa al petto finché non soffocai

e che verrà magistralmente celebrata nella torrida e furente Autobiografia di mia madre (Autobiography of my mother, 1995).

 


Nulla è come sembra, in questo libro breve ma inesauribile: e quando i paesaggi si accendono di colori violenti è per meglio accogliere nell’ombra i sentimenti più riposti di una creatura ancora primitiva e senza ali. La voce della giovane Kincaid è schietta, capricciosa e ingannevolmente semplice, e vi risuonano i ritmi laceranti di quella prosa visionaria e incantatoria che sarà soltanto sua.

 

 

Le immagini visualizzate sono dipinti di Paul Gauguin

 

 

Il libro

Jamaica Kincaid, In fondo al fiume, Adelphi, Milano, 2011

 

 

Il libro in lingua originale

Jamaica Kincaid, At the Bottom of the River, FARRAR STRAUS & GIROUX, 2000

 

 

L’autrice

 

 

La casa editrice

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

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Il lago dei sogni, Salvatore Niffoi

24 marzo 2011

 

Il lago dei sogni è l’ultimo libro di Salvatore Niffoi edito da Adelphi, collana Fabula.

L’autore è stato insegnante di scuola media fino al 2006. Vive a Orani, piccolo centro della Barbagia in provincia di Nuoro. Si è laureato in lettere a Roma nel 1976 con una tesi sulla poesia dialettale sarda (i relatori erano Carlo Salinari e Tullio de Mauro).

La bibliografia completa dell’autore raccolta da LibOn

 

 

La volta che Itria Panedda Nilis riprese a sognare era un pomeriggio rovente di fine estate, con un sole che abbruschiava la pelle e spaccava le pietre.

Da Melagravida i sogni se n’erano andati dopo un terremoto, quando la terra si era spaccata come una melagrana matura. Ma quel giorno Itria Nilis – conosciuta a Melagravida e nel circondario col nomignolo di Panedda per via delle sue carni morbide e bianche come il latte appena cagliatofu come sopraffatta da una sonnolenza strana, e sognò, e quando tornò in sé si sentì (lei, vedova da quattro anni) come accesa da un fuoco, e corse verso l’ovile del capraio Martine. Lui, quel fuoco che Itria aveva addosso, glielo spense volentieri – ma la pagò cara.

 


E questo accadeva sulle rive del lago di Locorio, dove da allora hanno cominciato a verificarsi fatti assai strani. Il parroco aveva un bel sostenere che non c’era nessun mistero, che era solo opera del Maligno: tutti lo sapevano, anche se pochi avevano visto Itria Panedda Nilis che si spogliava e ballava, e cantava e volava sopra le acque del lago.

Così comincia questo romanzo di Salvatore Niffoi, che ancora una volta, sin dalle prime pagine, immerge il lettore in un’atmosfera magica e insieme concretissima, in cui la vita quotidiana di un paesino della Barbagia (fatta di fatica e di dolore, di miseria e di ferocia) si illumina di visioni in cui compaiono il diavolo e i morti ammazzati, ma anche madonne con le tette grosse e dure, labbra alabastrine e capelli di seta – e, sull’altare maggiore di un santuario abbandonato, finanche un dipinto raffigurante una specie di grosso ragno meccanico: lo stesso rappresentato sul frontespizio di un libro stampato da Aldo Manuzio nel 1499…

 

 

 

Le immagini visualizzate sono fotografie del lago Lagazuoi (Dolomiti)

 

 

Il libro

Salvatore Niffoi, Il lago dei sogni, Adelphi, Milano, 2011

 

 

La bibliografia completa


 

 

L’autore

 

 

La libreria

 

 

 

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America amore, Alberto Arbasino

22 marzo 2011

 

America amore è l’autobiografia di Alberto Arbasino edita da Adelphi che traccia la vita americana dello scrittore.

Arrivato in America nel 1959, destinazione Harvard, con presidente Eisenhower, la Guerra Fredda in corso, e un boom economico senza pari a muovere la società.

 


L’avventura americana comincia nel lontano 1959. È un giovane molto curioso e molto intelligente, quello che ha appena vinto una borsa di studio Rockefeller per specializzarsi in tematiche giuridiche. Destinazione Harvard. Egli porta con sé una laurea in legge e spiccati interessi letterari.

Alle sue spalle ha lasciato l’Italia: Pavia, dove ha studiato, Milano dove vive. Davanti ha un paese nel pieno della potenza economica e insieme della trasformazione culturale. Cosa si offre al suo occhio di visitatore interessato?

Corsi e lezioni e incontri importanti nella prestigiosa università: H. Kissinger, A. Schlesinger, J.K. Galbraith, D. Riesman, J. Burnham… Poco dopo, nella capitale dello spettacolo, sensazionali musicals e commedie con leggendari mostri sacri tuttora in scena: Ethel Merman, Mary Martin, Charles Boyer, Claudette Colbert, Paul Newman, Geraldine Page, Lauren Bacall, Elizabeth TaylorGypsy, Redhead, West Side Story… Intanto, letture e conversazioni coi protagonisti della letteratura: da Edmund Wilson e Saul Bellow e Mary McCarthy a Truman Capote e Jack Kerouac…

 


Incubi e tormentoni metropolitani. Nuovi perbenismi nei suburbia. Gli scapestrati ‘sabati del Village’. Negli anni Sessanta, su e giù per la California, lungo la fantastica 101. Soggiorni e scoperte fra San Francisco e Los Angeles, Stanford e Berkeley e Hollywood I primi movimenti dei figli dei fiori e le contestazioni poi passate più violente in Europa.

Mentre lo spettacolo più convenzionale si abbassa a livelli sempre più infantili e turistici. Visite naturalistiche a vari luoghi ‘mitici’, frattanto: New Orleans, New Mexico, Taos, Key West, Cape Cod, Fire Island, Arizona, Disneyland, Honolulu.

 


 

 

Il libro

Alberto Arbasino, America amore, Adelphi, Milano, 2011

 

 

L’autore


 

 

 

La casa editrice

 

 

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Abbecedario, Czeslaw Milosz

5 febbraio 2011

 

Abbecedario fu scritto in risposta a un bisogno profondo allorché l’autore, assente dalla sua terra per mezzo secolo, fece ritorno in Polonia negli anni Novanta e ricevette così in dono dalla sorte uno straordinario incontro con il passato.

Questo libro, scritto in tardissima età, testioniano la vitalità creativa del premio Nobel Czeslaw Milosz.

 

Con la lucidità e l’ironia di chi ha preso distanza, con la pietà e la nostalgia di chi vuole recuperare tutto, registra e registra e registra.

 


È proprio vero: “Quando un autore si diverte il profitto è indubbio”. Milosz lo dice a proposito delle ballate di Mickiewicz, un classico della letteratura polacca. Ma lo stesso vale per questo suo abbiccì: caleidoscopico ultraromanzo del Novecento che, così come è costruito, tessera su tessera, raccolta con l’eccitazione del collezionista smanioso di non perdere nemmeno un frammento del suo tesoro, da qualsiasi parte lo si prenda rivela disegni inattesi e trovate geniali.

 


Oggetti, concetti, luoghi, eventi, personaggi, compagni di scuola, di esilio, di bevute: seguendo l’ordine alfabetico, si intrecciano frammenti di ricordi e di vita.

Come Proust egli possiede l’occhio “telescopico” che coglie contemporaneamente punti assai diversi dello spazio e del tempo: è sempre qui e altrove. Questo sguardo ubiquo ci costringe a leggere e a rileggere i suoi libri perché non siamo mai sicuri di aver guardato fino in fondo il panorama mentale di Milosz.

 


 

Le immagini pubblicate sono relative a opere di Tullio Pericoli

 

Il libro

Czeslaw Milosz, Abbecedario, Adelphi, Milano, 2011

 

L’autore

Czeslaw Milosz

Biografia del premio Nobel

 

 

La libreria

 

 

 

 

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L’uomo che amava la Cina, Simon Winchester

17 dicembre 2010

Creare

L’uomo che amava la Cina è la biografia di Joseph Needham, scritta da Simon Winchester ed edita da Adelphi.

Eccola su LibOn, la libreria internazionale di Genova con oltre 16 milioni di libri in tutte le lingue

Joseph Needham (Londra, 9 dicembre 190024 marzo 1995) fu storico della scienza, biochimico e orientalista inglese. In Cina è conosciuto principalmente con il suo nome cinese Li Yuese (; Pinyin: Lǐ Yuēsè: Wade-Giles: Li Yüeh-Sê). Fu pioniere nel riconoscimento da parte delle accademie occidentali del passato scientifico della Cina, la sua opera monumentale Scienza e Civiltà in Cina è conosciuta in Asia come Storia della Scienza in Cina. Questo enciclopedico opus magnum rivela gli sviluppi storici della scienza cinese. Needham lavorò per l’UNESCO e fu firmatario della dichiarazione del 1951 intitolata The Race Question.

Avvertire Proibito

Simon Winchester è uno scrittore e giornalista inglese. Durante la sua lunga carriera presso il The Guardian, Winchester mise la firma su numerosi eventi politici ed economici di portata internazionale: Bloody Sunday e Watergate Scandal. Come autore di libri ha scritto una dozzina di saggi. I suoi articoli di viaggio e turismo appaiono su Condé Nast Traveler, Smithsonian Magazine, e National Geographic.

L’uomo che amava la Cina, è stato pubblicato in lingua inglese nel 2008 (da Harper) con il titolo The Man Who Loved China.

Simon Winchester, L’uomo che amava la Cina, Adelphi, Milano, 2010

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