Archivio per la categoria ‘Alpinismo’

Racconti di pareti e scalatori, Einaudi

15 novembre 2011

 

 

 

 

Racconti di pareti e scalatori, è una raccolta di ventisei racconti pubblicata da Einaudi.

Le scalate sono di fatto un’attività “invisibile”, per questo hanno bisogno di essere raccontate. La scrittura, così come la fotografia, rappresenta una necessità per gli alpinisti: fermare l’impresa, formarla in parole, trasmettere la preparazione e la paura, la tecnica e gli imprevisti, l’ebbrezza e lo scoramento. Non solo per arrivare a un pubblico e avvincerlo, quanto per aprire ogni volta una via.
La forma breve (il récit d’ascension, come l’ha definito Massimo Mila) coincide perfettamente “con il respiro di ogni singola esperienza”. I ventisei racconti di questa raccolta ricostruiscono così imprese ardite, tragedie sfiorate, conquiste memorabili sulle più maestose montagne del pianeta: le vette himalaiane, le torri incrostate di ghiaccio della Patagonia, lo spaventoso Cerro Torre o le assolate placche granitiche di El Capitan, o ancora l’incanto del mondo alpino, con le pareti del Monte Bianco, le creste del Cervino e le guglie Dolomitiche, dove, nel corso dei decenni, ha preso corpo una vera e propria “etica dell’alpinismo”.
Resoconti autobiografici che, un passo dopo l’altro, avventura dopo avventura, arrivano a delineare una sorta di storia delle scalate. Ogni alpinista in fondo segue le tracce di chi lo ha preceduto, e dunque leggendo queste storie le sentiamo dialogare in un sapiente gioco di rimandi, come una corda che guida il lettore tra le pagine più emozionanti dell’alpinismo internazionale.

 

 

 

L’immagine in apertura è una fotografia scattata dall’anticima del Gran Paradiso

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

 

AC

Speed, Ueli Steck

29 agosto 2011

 

 

Speed. 7 ore che hanno cambiato la mia vita,  di Ueli Steck, è l’ultimo libro del grande e alpinista e performer svizzero. La montagna è lentezza o velocità? La montagna è performance?

 

Uno sale veloce mentre l’altro cammina lento. Orizzontale o verticale. Alla dimensione delle lunghe distanze da coprire nel minor tempo possibile la tradizione contrappone quella del salire con gesti lenti e ponderati per superare brevi tratti di elevata difficoltà. Ma tutti i luoghi comuni hanno delle eccezioni. L’autore, alpinista fuoriclasse svizzero, si è specializzato nella salita in velocità delle più difficili pareti alpine, le nord di Cervino, Eiger e Grandes Jorasses, scalando in un tempo complessivo di appena 7 ore quella che veniva definita la trilogia dei “problemi delle Alpi”. Le sfide, l’impegno e l’ingaggio fisico e mentale di tali imprese vengono raccontati nel libro. Enrico Brizzi, invece, è appassionato di lunghe traversate a piedi dove l’exploit sportivo è solo il mezzo per affrontare un viaggio in cui il tempo, che scorre lento, cadenzato dai passi, favorisce la conoscenza degli altri e di se stessi, ispirando storie da raccontare. La scorsa estate Brizzi ha percorso l’intero stivale dall’estremo Nord della Vetta d’Italia (Alto Adige) alla punta meridionale di Capo Passero (Sicilia), e questa esperienza è confluita nel libro Gli psicoatleti. Stek e Brizzi si definiscono, a loro modo, atleti. Brizzi ha chiuso la propria trilogia di romanzi ispirati a lunghi viaggi a piedi immergendosi, con il pretesto sportivo, per tre mesi nella pancia dell’Italia unita e scoprendo elementi forti di coesione che resistono al campanilismo centrifugo. Il romanzo rivolge uno sguardo impietoso sui costumi di un popolo e di una generazione, quella dei trentenni. L’Italia contemporanea viene messa a confronto con il periodo postunitario attraverso una divertente vicenda fantastorica. Per l’autore, al contrario, la performance atletica è il cuore dell’impresa e l’alpinista, ne discute con i grandi che lo hanno preceduto: Reinhold Messner, Walter Bonatti e Cristophe Profit.


 

 

Il video

 

 

 

 

Il libro

Ueli Steck, Speed. 7 ore che hanno cambiato la mia vita, Priuli e Verlucca, Scarmagno (TO), 2011

 

 

 

 

La casa editrice

La libreria

 

 

 

 

 

AC

Colpevole d’alpinismo, Denis Urubko

4 maggio 2011

Colpevole d’alpinismo è il libro del grande alpinista russo Denis Urubko, premiato con il Cardo d’oro del 40° Premio Itas Libro di montagna al castello del Buonconsiglio di Trento.

L’autore è oggi un dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino. Fuoriclasse di origini russe si forma alpinisticamente sulle montagne del Caucaso, severe e difficilmente accessibili, poi nell’isola di Sakhalin e infine si trasferisce in Kazakistan nel 1993.

All’arrivo della cartolina militare, disertore in patria ed esule in Kazakistan, cerca di entrare a fare parte del gruppo sportivo dell’esercito kazako, noto per essere l’unico reparto d’alpinismo di tutta l’ex Unione Sovietica. Vive momenti molto difficili prima di riuscire a ottenere il permesso di residenza, essere infine arruolato e dedicarsi a tempo pieno all’alpinismo.




Nel 1999 conosce Simone Moro, con il quale instaura subito un rapporto di grande stima e reciproco rispetto. È con Simone che conosce prima le Alpi e poi muove i primi passi in Himalaya e Karakorum, teatro delle sue più importanti dichiarazioni di stile. Uno stile pulito, alpino, per realizzazioni ideali su linee eleganti, prime assolute, prime invernali, in solitaria e in velocità. In questo libro la brillante penna di Urubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero.

Teatro di queste ascensioni sono montagne come il Belucha 4506 m (Altaj, Siberia meridionale), il Khan-Tengri 7010 m (Tien Shan, la montagna più alta del Kazakistan), la Klyuchevskaya sopka 4850 m. Ma ciò che più interessa nella lettura di queste avventure è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento a volte davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia. Ciò gli permetterà, in seguito, di accedere alle montagne più alte del mondo e di compiervi imprese che già ora sono leggendarie. Il racconto è caratterizzato dal continuo inseguimento dei suoi sogni, per vivere una vita in cui si mescolano ambizione, idealismo e concretezza. Il risultato è una prosa spesso assai intensa, in ogni caso sempre scorrevole, intima e riflessiva, punteggiata da un fine e caratteristico umorismo.




Ha al suo attivo oltre 1500 ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria. Dopo nove anni, nel 2009 conclude la salita di tutti i 14 Ottomila, ed è l’ottavo al mondo a salirli tutti senza ossigeno.

Il testo è tratto dal sito Libri di Montagna


Il libro

Denis Urubko, Colpevole d’alpinismo, Priuli & Verlucca, Torino, 2010


L’autore

La casa editrice

Priuli & Verlucca

La libreria

AC