Archive for the ‘Bibliografie’ Category

Goodbye, Columbus and Five Short Stories, Philip Roth

2 febbraio 2012

 

 

 

 

Pubblicato per la prima volta nel 1959, Goodbye, Columbus and Five Short Stories è il primo romanzo di Philip Roth.

È la storia di Neil Klugman e della bella e determinata Brenda Patimkin. Lui vive in un quartiere povero di Newark, lei nel lussuoso sobborgo di Short Hills, e si incontrano durante una vacanza estiva, tuffandosi in una relazione che ha a che fare tanto con l’amore quanto con la differenza sociale e il sospetto. Questo romanzo breve è accompagnato da cinque racconti, il cui tono va dall’iconoclasta al sorprendentemente tenero.

Con questo suo primo libro, premiato con il National Book Award, l’autore si è immediatamente affermato come scrittore dotato di un umorismo esplosivo, uno sguardo penetrante e impietoso e una grande compassione anche per i suoi personaggi più inclini all’autoinganno. A differenza di quelli fra noi che vengono al mondo ululando, ciechi e nudi, Mr Roth è comparso con unghie, denti e capelli, sapendo già parlare. È abile, arguto, pieno d’energia, ed esegue la sua partitura da virtuoso (Saul Bellow).

Adesso Einaudi ripubblica il libro tradotto da Vincenzo Mantovani.

 

 

 

 

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Il cielo diviso, Cassandra, La città degli angeli: le opere di Christa Wolf

16 dicembre 2011

 

 

 

Il cielo diviso, Cassandra, La città degli angeli: ovvero alcune delle opere letterarie di Christa Wolf, certamente una delle figure centrali della letteratura tedesca del Novecento.

Nata nel 1929, in quella parte di Polonia con abitanti di lingua tedesca rivendicata dal nazismo, crebbe sotto quel regime e fu cacciata dalla terra natale nel 1945 dall’arrivo dei russi, ritrovandosi naturalmente abitante di quella mezza Germania detta DDR, e abitando proprio a Berlino, città divisa per eccellenza. Imbevuta di ideali comunisti, fu giovane attivista e giovane scrittrice impegnata. Si era laureata con il grande Hans Mayer con una tesi su Fallada, tipico scrittore di Weimar e della diaspora conseguente l’avvento di Hitler. Il disagio dell’essere cresciuta sotto una dittatura e di vivere sotto un’altra che si diceva comunista, le vicende dei paesi fratelli dell’Europa dell’est posti sotto il giogo di Stalin e dei suoi successori, finirono per aprirle gli occhi assai presto, e la sua scrittura si fece, pur con le obbligate difese ma cercando sempre di evitare le astuzie di tanti scrittori del regime, sempre più densa e più ricca: spostando il romanzo verso il mito, verso il saggio, verso il diario, nella linea di una interrogazione costante sul rapporto con la società e le sue leggi, le sue oppressioni. Non si trattò solo di politica, anche di condizione femminile, di lotta contro ogni tipo di oppressione, di perennità e varietà della ricerca dell’indipendenza del pensiero e della saggezza di una convivenza senza sopra e sotto. Fu ben diversa in questo da una delle grandi scrittrici della DDR, Anna Seghers, grandissima scrittrice perseguitata dal nazismo, molto più anziana e più onorata e in qualche modo una sua maestra o sorella maggiore, che si compromise decisamente nel regime, nonostante l’alta qualità della sua opera, e da Bertolt Brecht con la sua genialità e la sua arte della sopravvivenza artistica. E fu certamente più vicina ai quasi coetanei il drammaturgo Heiner Muller, il romanziere Christoph Hein, il poeta Wolf Biermann.

Il cielo diviso ce la fece conoscere e amare (è un romanzo del 1963), e poi venne Cassandra, venerato dalle lettrici di mezzo mondo e non solo da loro, venne Medea, vennero Guasto e Riflessioni su Christa T. e le molte raccolte di saggi, interventi, diari, che ci permisero di avere – in Italia grazie all’ostinazione della casa editrice E/O, e grazie alle ottime traduzioni di Anita Raja – una conoscenza piena della scrittrice e della teorica, e del suo modo di militare dentro una società estremamente chiusa pur senza considerare mai “l’altra parte”, l’Occidente, come un paradiso di chissà quali libertà. La storia e l’oltre la storia (il dietro la storia, il sotto la storia) divennero i poli di una personale dialettica retta da una sincerità assoluta, che rifulse anche quando, dopo la caduta del muro, si tentò da occidente di infangare il suo nome con accuse che si rivelarono infondate, di collaborazione con la Stasi, la famosa polizia segreta interna del regime di Ulbricht e dei suoi successori.

Di fatto, la cultura della RFT e della nuova Germania unita non le ha mai perdonato la sua indipendenza di pensiero e il suo attaccamento a un’idea di società equalitaria, la sua diffidenza nei confronti della società capitalistica e dei suoi feticci. Nel marzo del 1992 – il muro era caduto da poco, e così il regime sovietico e i suoi “satelliti – venne a Milano chiamata da “Linea d’ombra” per un incontro con Kazimierz Brandys, il grande romanziere polacco (il capolavoro: Rondò, edizioni E/O, o in lingua inglese  pubblicato da Europa Editions) che era stato anche lui comunista e anzi nelle sue prime opere autore di punta del “realismo socialista”. Questi due scrittori si stimavano molto a vicenda e, sia detto tra parentesi, avrebbero ben meritato il Nobel ben più di tanti scrittori infinitamente meno bravi di loro. Ospiti in una sala che ci venne procurata dalla curia, per intervento diretto del cardinal Martini, di fronte a un pubblico vasto e variegato che andava da Fortini e Cases a quasi tutti i tedeschi (“di destra” e “di sinistra”) di Milano, e dagli studenti ai politici, il loro fu il duetto vivace di due “ex” ovviamente molto disillusi e molto lucidi anche sul proprio passato, che però non entusiasmò certi nostalgici del comunismo che erano accorsi anche loro sperando ben altro… Sia Brandys che la Wolf ci sembrarono persone di una sincerità assoluta, che rispondevano senza nessun escamotage alle richieste della situazione e che però non esitavano a dire il loro “che cosa rimane”  e a ribadire la propria diffidenza nei confronti della società capitalista.

Oggi che le contrapposizioni tra Est e Ovest e tra comunismo e capitalismo sono crollate e il regime è uno solo, questa fedeltà ha forse qualcosa di nuovo da insegnarci, ma sono soprattutto convinto che i lettori che Christa Wolf continuerà ad avere cercheranno nella sua opera – e specialmente in Cassandra – una lezione perennemente attuale, che va oltre la Storia nel segno di una pervicace difesa della dignità umana, contro ogni manipolazione e ogni mistifcazione ideologica.

 

 

Pubblichiamo il testo che Christa Wolf scrisse in occasione dei 15 anni delle Edizioni E/O. Durante il primo incontro con gli editori Sandro Ferri e Sandra Ozzola, Christa e Gerhard Wolf vennero a sapere che Sandro aveva una libreria chiamata «Vecchia Talpa»; da allora in poi cominciarono a chiamarli “Le talpe” (Sandroesandra)

 

 

Il testo è l’articolo di Goffredo Fofi pubblicato sul settimanale Domenica del Sole 24 Ore in data 01-12-11

 

 

 

 

La casa editrice italiana dell’autrice

 

 

 

 

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Da Flaubert’s Parrot a The Sense of an Ending, passando per England England: le opere di Julian Barnes

3 novembre 2011

 

 

 

 

 

 

Da Flaubert’s Parrot (1984) a Arthur & George (2005) e The Sense of an Ending (2011), passando per England England (1998): ovvero le grandi opere di Julian Barnes.

Lo scrittore britannico nasce a Leicester il 19 gennaio 1946. La sua educazione si svolge alla City of London School negli anni tra il 1957 e il 1964. La sua formazione, in seguito, al Magdalen College di Oxford, dove si laurea (nel 1968) in lingue e letterature moderne. Dopo la laurea lavora per tre anni come lessicografo per l’Oxford English Dictionary. Dal 1977, lavora come critico letterario per il New Statesmen e il New Review. Dal 1979 al 1986 è critico cinematografico per il New Statesmen e poi per l’Observer. Oggi vive a Londra e scrive a tempo pieno.

I suoi romanzi e racconti sono stati visti come esempi di postmodernismo in letteratura. È stato finalista del Booker Prize tre volte: nel 1984, nel 1998 e nel 2005 (con i succitati romanzi).

Ha scritto romanzi polizieschi sotto lo pseudonimo di Dan Kavanagh: eccone alcuni tra i più conosciuti. Qui.

 

 

 

 

 

La bibliografia completa dell’autore in lingua originale

 

 

 

 

La bibliografia in traduzione italiana

 

 

 

 

Il video della conferenza stampa

 

 

 

 

 

 

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Tomas Tranströmer: la “poesia del silenzio” premio Nobel 2011

7 ottobre 2011

 


 

 

La poesia di Tomas Tranströmer, è stata definita (o etichettata) la “poesia del silenzio”, dei “silenzi nordici e boreali”. L’ottantennne artista scandinavo è il premio Nobel 2011 per la letteratura. La motivazione: “perchè attraverso le sue immagini condensate e translucide ha offerto un nuovo accesso alla realtà”. Al più grande poeta svedese vivente viene attribuito il merito di aver esplorato il rapporto tra il nostro mondo interiore e quello reale, l’esame poetico della natura che offre intuizioni sull’indentità umana e sulla sua dimensione spirituale, entrando spesso in territori metafisici. Tradotte in oltre 50 lingue, le sue poesie sono ricche di metafore e immagini e tratteggiano immagini semplici della vita quotidiana e della natura: uno stile introspettivo, descritto da Publishers Weekly come “mistico, versatile e triste”, in contrasto con la vita reale del poeta Transtroemer, ricca di impegno e attività al servizio di un mondo migliore, e non solo scrivendo poesie. Di fatto, occorre ammetterlo, non lo conosceva quasi nessuno fuori dal suo paese, il che può essere un gran bene. A sorpresa (come si dice in questi casi) l’Accademia svedese lo ha designato vincitore del premio Nobel 2011 per la Letteratura, e ha aperto le sue pagine a molte molte persone che ancora non ne avevano assaporato il metro.

 

 

Rimando al bel post del poeta e professore Franco Buffoni su Nazione Indiana: eccolo.

 

 

 

 

Le opere in traduzione italiana


 

 

 

Le opere in traduzione inglese


 

 

 

 

 

 

Le opere in lingua originale


 

 

 

Le opere in tedesco

 

 

 

Le opere in francese

 

 

 

 

Opere in spagnolo

 

 

 

 

 

 

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Libri relativi all’11 settembre

11 settembre 2011

 

 

 

 

Alcuni libri in lingua inglese a proposito dello storico attentato dell’11 settembre alle Twin Towers.

 

 

 

 

Joseph O’Neill, Netherland, Harper Perennial, 2009

 

 

 

Lorrie Moore, A Gate at the Stairs, Faber & Faber, 2010

 

 

 

 

Mohsin Hamid, The Reclutation Foundamentalist, Penguin Books, 2008

 

 

 

 

John Updike, Terrorist, Penguin Books, 2007

 

 

 

 

Don DeLillo, Falling Man, Pan MacMillan, 2011

 

 

 

Jonathan Lethem, Chronic City, Faber & Faber, 2011

 

 

 

 

Le immagini in apertura sono disegni di Matteo Pericoli

 

 

 

 

 

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Ernesto Sabato: i libri in lingua originale

3 maggio 2011

Ernesto Sabato, ecco i suoi libri in lingua originale e in traduzione italiana. Bibliografie raccolte da LibOn.

8 titoli in spagnolo

5 titoli in traduzione italiana

È stato un è stato uno scrittore argentino. Figlio di immigrati italiani di origine calabrese, minoranza Arbëreshë,(il padre Francesco era di Fuscaldo e la madre (Giovanna Maria Ferrari) di San Martino di Finita, in provincia di Cosenza), dopo aver conseguito il dottorato in fisica e seguito i corsi di filosofia all’Università de La Plata, lavorò sulle radiazioni atomiche presso il Laboratorio Curie che lasciò nel 1945 per dedicarsi esclusivamente alla letteratura.

Qui l’articolo dedicato da Nazione Indiana 

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Oliviero Beha, i suoi libri

29 aprile 2011

Oliviero Beha e i suoi libri. Questo post della libreria internazionale LibOn è dedicato alla bibliografia del giornalista scrittore, fulgido esempio di onestà e integrità.

Bibliografia dell’autore:

11 titoli in commercio

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