Archivio per la categoria ‘Edouard Boubat’

L’occhio della Medusa, Remo Ceserani

19 novembre 2011

 

 

 

 

L’occhio della Medusa è il bellissimo studio di Remo Ceserani pubblicato da Bollati Boringhieri nella collana Fotografia e Letteratura; un libro che se da un lato colma un vuoto – quello dello studio della fotografia nella letteratura -, metabolizzando e riordinando un’intera galassia di studi (e basterebbero i nomi di Walter Benjamin, Gisèle Freund, Roland Barthes, Susan Sontag, John Berger), dall’altro fornisce un esempio di che cosa significhi, sul serio, occuparsi di letteratura comparata, la stessa che Goethe presagiva nel concetto di Weltliteratur. (…) Che poi l’oggetto di indagine sia il rapporto secolare fra parola letteraria e immagine fotografica – come, per altra via, è stata letteratura e rivoluzione dei trasporti nel suo Treni di carta. L’immaginario in ferrovia, 2002 -, ciò denota l’attitudine ermeneutica di chi è comparatista due volte, indagando non solo i nessi fra lingua e lingua ma tra linguaggio e linguaggio. (…) Diviso in cinque capitoli raccordati dall’interno, il libro scandisce per cronologia alcuni temi essenziali: la figura del fotografo come personaggio, la fenomenologia letteraria del ritratto fotografico, l’utilizzo della foto quale promemoria o reliquia autobiografica, la forma e il destino della foto di gruppo (familiare e sociale), infine il riuso della foto nella produzione letteraria strettamente contemporanea. In altri termini, l’universo fotografico è studiato alla stregua di un grande campo metaforico la cui dinamica accompagna l’evoluzione e lo statuto conflittuale della modernità. Prima il naturalismo con le sue propaggini novecentesche (Hawthorne, Henry James, Thomas Mann), poi l’età delle avanguardie o del modernismo radicale, cioè l’epoca dell’utilizzo antinaturalista e inventivo della foto (primi fra tutti Apollinaire e Luigi Pirandello, alla cui produzione novellistica, disseminata di fotografie, l’autore dedica passaggi penetranti), da ultimo la condizione postmoderna, laddove il compasso si apre ad autori quali Claude Simon, Grass, Calvino, Cortázar, Tabucchi, Ondaatje, e specialmente Michael Tournier, scrittore-fotografo che forse più di ogni altro ha indagato il rapporto tra parola e imagine fotografica. (…) Nume del saggio è comunque Marcel Proust. (…) Costui, nel terzo volume della Recherche, evoca il fantasma della nonna, amatissima, e racconta il paradosso crudele di averla sentita più viva al telefono che non dl vivo: “Di me – per l’effimero privilegio grazie al quale, nel breve istante del ritorno, ci è dato d’assistere improvvisamente alla nostra assenza – non era presente che il testimone, l’osservatore, l’estraneo, in cappello e soprabito da viaggio, colui che non è di casa, il fotografo venuto a ritrarre luoghi che non vedremo mai più. E ciò che, meccanicamente, si formò ai miei occhi quando vidi la nonna, fu appunto una fotografia”.

 

 

 

Il testo riprende un articolo di Massimo Raffaeli pubblicato su Alias- Il Manifesto in data 17-09-11

L’immagine in apertura è una fotografia di Édouard Boubat. Fotografo francese che ha lavorato a lungo con Michel Tournier

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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I fondamentalisti dell’economia: Zygmunt Bauman

23 settembre 2011

 

 

I fondamentalisti dell’economia: Zygmunt Bauman così scrive nell’introduzione al suo ultimo libro - Modernità liquida (Laterza, 2011) -.

All’epoca dell’Illuminismo di Bacone, Cartesio o Hegel, in nessun luogo della Terra il livello di vita era più che doppio rispetto a quello delle aree più povere. Oggi il paese più ricco, il Qatar, vanta un reddito procapite 428 volte maggiore di quello del paese più povero, lo Zimbabwe. E si tratta, non dimentichiamolo, di paragoni tra valori medi, che ricordano la proverbiale statistica dei due polli. [...] L’abisso sempre più profondo che separa chi è povero e senza prospettive dal mondo opulento, ottimista e rumoroso, è un’altra evidente ragione di grande preoccupazione. [...] Ma c’è anche un’altra ragione di allarme, non meno grave. I crescenti livelli di opulenza si traducono in crescenti livelli di consumo; del resto, arricchirsi è un valore tanto desiserato solo in quanto aiuta a migliorare la qualità della vita, e “migliorare la vita” significa, nel gergo degli addetti della chiesa della crescita economica, ormai diffusa su tutto il pianeta, “consumare di più”. [...] Quello che viene ignorato in questo silenzio, è l’avvertimento lanciato due anni fa da Tim Jackson in nel libro Prosperità senza crescita: entro la fine di questo secolo “i nostri figli e nipoti dovranno sopravvivere in un ambiente dal clima ostile e povero di risorse, tra distruzione degli habitat decimazione delle specie, scarsità di cibo, migrazioni di massa e inevitabili guerre”. [...] Già nel 1990, una ventina d’anni prima del volume di Jackson, in Governare i beni collettivi, Elinor Ostrom, aveva avvertito che la convinzione propagandata senza sosta secondo cui le persone sono naturalmente portate a ricercare profitti di breve termine, non regge alla prova dei fatti. [...] È tempo di chiedersi: quelle forme di vita in comunità che la maggior parte di noi conosce unicamente attraverso le ricerche etnografiche sulle poche nicchie oggi rimaste, sono davvero qualcosa di irrevocabilmente concluso?

 

 

 

Il testo è apparso su Repubblica in data 21-09-11, pag. 37

L’immagine in apertura è una fotografia di Édouard Boubat

 

 

 

 

Rimando al post del libro: qui

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

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Enchanter. Nabokov and Happiness, Lila Azam Zanganeh

21 settembre 2011

 

 

 

 

Enchanter. Nabokov and Happiness è il libro Lila Azam Zanganeh. Tema: la felicità della lettura; la fatica dell’attraversamento del testo; la gioia della comprensione profonda.

Rimando all’introduzione dell’autrice pubblicata da Nazione Indiana. Esce oggi il libro in traduzione italiana (trad. di Stefania Rega) per la casa editrice Ancora del Mediterraneo – collana Le gomene – con il titolo Un’incantevole sogno di felicità. Nabokov le farfalle, la gioia di vivere.

 

 

 

L’immagine in apertura è una fotografia di Édouard Boubat

 

 

 

 

 

Il libro in lingua

Enchanter. Nabokov and Happiness

 

 

 

Il libro in italiano

Un’incantevole sogno di felicità. Nabokov le farfalle, la gioia di vivere.

 

 

 

L’autrice

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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