Archive for the ‘Gallimard’ Category

L’art français de la guerre, Alexis Jenni

4 novembre 2011

 

 

 

 

L’art français de la guerre è il romanzo con cui l’esordiente Alexis Jenni ha vinto il Prix Goncourt 2011.

Nell’anno in cui festeggia il centenario, l’editore Gallimard si aggiudica il più prestigioso dei premi francesi grazie allo stupefacente romanzo di un esordiente. Questa opera ambiziosa di 650 pagine rievoca la storia militare francese, dalla seconda guerra mondiale alla prima guerra del golfo. L’autore – professore di biologia di 48 anni che vive a Lione – ha impiegato cinque anni per scrivere questo vasto affresco che, con stile classico e andamento maestoso, si concentra soprattutto sulle guerre d’Indocina e d’Algeria, afrontando di petto i problemi della decolonizzazione. Costruito come un romanzo d’avventura che prova a trattare il problema della trasmissione della memoria lontano da ogni spirito celebrativo, quello che il Nouvel Observateur ha definito “un esordio magistrale” è arrivato in libreria a metà agosto, ricevendo l’accoglienza entusistica dei critice e dei lettori. Ha già venduto 60.000 copie ed è intraduzione in diversi paesi. In Italia lo pubblicherà Mondadori nel 2012.

 

 

 

Il testo è l’articolo di Fabio Gambaro pubblicato da Repubblica il 3-11-11, a pag.55

Il video in apertura è una scena (“Opium scene”) dal film Apocalypse Now (Redux): il capitano Benjamin L. Willard, risalendo il fiume alla ricerca del colonnello Walter E. Kurtz, arriva in un possedimento coloniale francese.

 

 

 

 

Il libro

 

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

Il video dell’intervista

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

 

 

AC

Maudit soi le fleuve du temps, Per Petterson

16 gennaio 2011


Maudit soi le fleuve du temps, le dernier roman de Per Petterson.

Le voilà sur LibOn, la bibliothèque internationale on line

Arvid, le narrateur de Maudit soit le fleuve du temps, décide de rejoindre sa mère. Cette dernière, prenant de court toute sa famille, a sauté dans le premier ferry en partance d’Oslo après avoir appris qu’elle souffrait d’un cancer, pour se réfugier dans la petite maison qu’elle possède dans le nord du Danemark dont elle est originaire. Elle accepte d’abord de mauvaise grâce la présence de ce fils mal dans sa peau, puis, lors d’un face-à-face inédit pour l’un et l’autre, la communication s’établit. Petit à petit, des événements du passé refont surface… Arvid revient sur l’échec de son mariage, son enfance dans un quartier ouvrier d’Oslo, son engagement militant et sa décision de ne pas faire d’études et de travailler à l’usine. La mère, quant à elle, veut retourner une dernière fois sur l’île de Laeso où elle avait été accueillie à un moment difficile de sa vie, révélant par la même occasion à son fils tout un pan de son existence. Le balancement entre passé et présent rythme ce récit pudique et émouvant, et on retrouve ici tout l’art de Per Petterson de parler sans pathos des petites et grandes déchirures qui traversent nos vies. Sur une thématique très différente, on retrouve les qualités d’écriture qui ont fait le succès de Pas facile de voler des chevaux.

 

Le livre

Per Petterson, Maudit soi le fleuve du temps, Gallimard, Paris, 2010

 

L’auteur

Per Petterson

 

 

AC                                                     LibOn.it

 

La source: Amazon.fr

Éloge des frontières, Régis Debray

14 gennaio 2011

Éloge des frontières è un’opera sferzante sul mondo globale: falsamente “aperto” e accessibile.

La “globalità” ha abbattuto le frontiere; la sua economia, globale, capitalistica, lo ha reso necessario. Le merci dovevano circolare su tutto il pianeta, i profitti sgorgare da ogni luogo raggiungibile. Nel contempo i guadagni dovevano essere sempre maggiori: i paesi penetrati con il commercio (in via di sviluppo, sostenuti da un’economia rampante), potevano essere anche basi produttive nelle quali ridurre i costi di produzione, e allo stesso tempo ricchi bacini acquirenti.

Ma chi impugna le redini di questo sistema? Le potenze economiche mondiali.

In tutto questo l’obiettivo è stato cancellare le diversità. I diversi impianti culturali delle diverse popolazioni del mondo.


Senza frontiere abbiamo assistito alla nascita di mura. Jules Régis Debray: “Dal 1990 ad oggi, abbiamo creato 29.000 chilometri di nuove frontiere, ai quali vanno aggiunti 18.000 chilometri di barriere elettroniche in costruzione. Quasi tutte le guerre in corso nascono da problemi territoriali e la questione della frontiera è cruciale perfino in Europa, come dimostra la crisi del Belgio. Insomma, tra il discorso dominante, pieno di buoni propositi e ideologie nascoste, e la realtà concreta, la distanza è sempre più grande. Per questo, è urgente ripensare senza paure e senza tabù la problematica della frontiera, una problematica che in passato è stata spesso connotata negativamentee rimossa (…) Un mondo senza frontiere è un falso infinito, dove alla fine domina solo il più forte. Ignorando confini e identità, è un colonialismo sublimato, è l’ etnocentrismo dell’ Occidente“.

 

Le citazioni di Régis Debray sono tratte da Repubblica, sezione Cultura, pag.35, lunedì 10 gennaio 2011

 

Il libro

Régis Debray, Éloge des frontières, Gallimard, Parigi, 2010

 

L’autore


Jules Régis Debray (Parigi, 2 settembre 1940) è uno scrittore, giornalista, professore e intellettuale francese. Prese parte, insieme ad una cinquantina di guerriglieri, al fallito tentativo di rivoluzione in Bolivia di Ernesto Guevara. Da circa 40 anni viene sospettato insieme all’artista e rivoluzionario Ciro Bustos di essere uno dei “traditori” del Che. Arrestati entrambi dall’esercito boliviano qualche mese prima della cattura e della morte di Guevara avrebbero collaborato rivelando la presenza di Guevara in Bolivia. Molte biografie sul Che scagionano Debray da questa accusa ed indicano in Bustos il delatore che permise la cattura e la morte del rivoluzionario argentino.

 

Le fotografie pubblicate sono di Philip Jones Griffiths. Nell’ordine: Vietnam: Saigon 1968; Vietnam del Sud: Quang Ngai 1967;  Gambia: Swedish visitors near Juffure (home of the slave Kunta Kinte of Roots fame) 1978.

 

AC                                                              LibOn.it