Archive for the ‘Yale University Press’ Category

Ron Mueck, David Hurlston. Yale University Press

2 novembre 2011

 

 

 

 

In Ron Mueck, David Hurlston pubblica per Yale University Press uno studio e un panorama critico e approfondito sull’arte, le idee e le tecniche di uno dei più importanti artisti contemporanei.

 

Nato in Australia nel 1958, figlio di artigiani costruttori di giocattoli, è un’artista iperrealista che però lavora in Gran Bretagna. I suoi primi lavori concernevano la creazione di modelli e pupazzi per la televisione dei bambini, per la quale lavora per quindici anni conducendo programmi televisivi. In tv crea scenografie, realizza burattini (i fanta-cyborg) a grandezza naturale, lavora per il cinema e per la pubblicità, ideando effetti speciali. Nel 1997 ha esordito come artista, con una scultura “Dead Dad” (Papà morto) realizzata con silicone crudo, che imitava alla perfezione la superficie del corpo umano, proprio come succede nelle due sculture esposte in seguito alla Biennale di Venezia riscuotendo un immediato successo. Le sue sculture si concentrano sulla forma umana, ritratta nei momenti più intimi, isolati e vulnerabili. Un approccio iperrealista che non manca di descrivere i sentimenti più reconditi della psiche umana, sentimenti veri, espressi con smorfie di dolore o di paura, riprodotti in grandezze esagerate, al fine di esaltarne i particolari. Lo spettatore osservando le sue grandi opere, dopo un primo senso di meraviglia e stupore, è aggredito da un misto di tristezza, imbarazzo e vergogna, come quando si viola la privacy di qualcuno. Il suo lavoro viene a tratti criticato e a tratti esaltato, ma sicuramente fa sempre discutere perché non si può restare indifferenti ad un piede gigante o a un neonato piangente riprodotto dieci volte la sua grandezza naturale. La sua scultura del ragazzo alto 5 metri è stata ospitata al Millennium Dome e successivamente esibita alla biennale di Venezia, mentre nel 2002 la scultura della donna incinta è stata acquistata dalla National Gallery of Australia. Oggi è uno degli artisti più richiesti nel panorama contemporaneo; apprezzatissimo soprattutto da quando le sue opere sono commissionate da Charles Saatchi (fondatore della Saatchi & Saatchi, la più importante agenzia pubblicitaria del mondo).

 

 

 

 

 

 

 

 

Il libro

Produced in close collaboration with the artist, this beautifully illustrated book is the first to provide a comprehensive look at Mueck’s work to date. The book offers detailed insight into the artist’s ideas and methods and features a catalogue raisonné. Essays by leading scholars highlight the depth of his practice and further affirm Mueck’s importance.

 

 

 

 

La pagina della casa editrice

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

AC

Four Honest Outlaws: Sala, Ray, Marioni, Gordon, Michael Fried

20 ottobre 2011

 

 

 

 

 

Nel suo recente Four Honest Outlaws: Sala, Ray, Marioni, Gordon, Michael Fried esamina le opere di quattro artisti contemporanei: il video artista e fotografo Anri Sala, lo scultore Charles Ray, il pittore Joseph Marioni e il video artista e rielaboratore di film Douglas Gordon. L’autore fa vedere come esse non rinneghino la corrente del modernismo, bensì riprendano e trasformino alcuni suoi elementi chiave, quali “presentificazione” e “antiteatralità” dell’opera d’arte visiva. Chi ritenesse la via modernista chiusa avrà motivo di interrogarsi, se non di ricredersi, leggendo questo libro. Prima del nostro autore, Clement Greenberg invita a riconsiderare il modernismo una possibilità non tanto da storicizzare quanto da ripensare alla luce delle opere dei succitati quattro artisti di riferimento. In Italia è da poco apparsa una miscellanea di scritti di Greenberg: L’avventura del modernismo, a cura di Giuseppe Di Salvatore e Luigi Fassi. (…) Per Greenberg, artisti quali Picasso, Braque, Mondrian, Klee, Matisse, Cézanne rigettano ogni intento contenutistico e si ispirano soprattutto al medium con cui operano. Ciò vuol dire riconoscere che le arti, isolate e definite al loro interno, diventano sempre più “arti” nella modernità. Inoltre, l’autoriflessività riesce meglio nelle arti visive, che raggiungono una purezza maggiore della poesia. Pittura e scultura “appaiono ciò che fanno”.

 

 

 

 

 

Le immagini si riferiscono a opere di Charles Ray

Il testo è tratto dall’articolo di Gabriele Guercio, pubblicato da Alias il 24-09-11

 

 

 


Il libro

 

 

 

 

 

L’autore

 

 

 

 

La casa editrice

 

 

 

 

 

La libreria

 

 

 

 

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The Anatomy of Influence, Literature as a Way of Life, Harold Bloom

2 ottobre 2011

 

 

 

The Anatomy of Influence, Literature as a Way of Life è l’ultimo libro di Harold Bloom. Il titolo è un omaggio a Northrop Frye (The Anatomy of Criticism, 1957), e, insieme, un richiamo al proprio The Anxiety of Influence (1973), che, in primis, lo ha reso famoso; mentre il sottotitolo, Literature as Way of Life, è una sorta di precetto zen o invito alla vita sedentaria: del tutto fuori moda, secondo avversari e nemici (soprattutto nemiche), ma utile contro l’erosione del tempo, secondo le esplicite dichiarazioni dello stesso autore. L’opera parte dal tipico spunto di natura freudiana per cui ogni scrittore cerca di emulare e superare agonisticamente un maestro, è una summa delle riflessioni dell’autore sulla letteratura, ma non è per tutti. Non è un trattato per specialisti ma si rivolge agli accoliti di una philia che, come avviene per i tifosi di una disciplina sportiva, per essere tali e poter leggere con profitto il memoir di un vecchio cronista devono almeno conoscere i nomi dei campioni di cui si parla. D’altronde il destino di Bloom è simile a quello del profeta ritrovatosi nei panni di un rabbino. Nato con la vocazione della poesia, ha intrapreso la carriera dell’interprete, cioè dell’esegeta, ed è finito tra i flutti di quel mare perennemente in tempesta che è l’industria accademica. Ma, fedele al primo amore, gli ha dedicato la vita imparando a memoria decine di migliaia di versi. Ed è, questa, una via che porta a una conoscenza, già teorizzata da S. T. Coleridge, in cui è coinvolta l’intera personalità: in cui il soggetto che conosce e l’oggetto conosciuto non restano separati, come avviene in ambito scientifico, bensì confluiscono l’uno nell’altro, grazie alla loro “co-inerenza” o “co-inherence“, e danno luogo a quella che gli antichi chiamavano gnosis. Una conoscenza che è partecipazione.

 

 

 

Il testo riprende stralci dell’articolo di Luigi Sampietro sul Domenica del Sole 24 Ore pubblicato in data 18-09-11

L’immagine in apertura è un’opera di William Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851) intitolata Slavers throwing overboard the Dead and Dying

 

 

 

Il libro

 

 

 

L’autore

 

 

 

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Palmerston, a biography, David Brown

10 febbraio 2011

 

Palmerston, a Biography è la ricostruzione della vita e carriera politica di uno dei più grandi statisti della storia d’Inghilterra.

Lord Palmerston fu un grande statista inglese. Due volte Primo Ministro del governo britannico ( Prime Minister of the United Kingdom).  Fu membro del governo nazionale quasi interrottamente dal 1807 al 1865. La sua carriera iniziò tra le fila dei Tory e si concluse in veste di Liberal.

Henry John Temple, terzo visconte Palmerston.              Cursive signature in ink

 

 

La sua carriera politica di “conservatore liberale” è tuttora ricordata come rivoluzionaria. Tanto poco diplomatico nella parola, quanto “pacifista” praticante negli affari di politica estera. La ricchezza della Gran Bretagna doveva nascere da una politica estera diplomatica e liberale. La guerra non poteva incrementare la prosperità della Gran Bretagna nel mondo, la moderazione e le trattative sì.


Il Wall Street Journal pubblica un articolo del giornalista William Anthony Hay sul libro di David Brown.

 

Le immagini pubblicate si riferiscono a dipinti di Tiziano Vecellio

Il libro

 

 

 

David Brown, Palmerston, a Biography, Yale University Press,  New Haven , 2010

 

 

 

La libreria

 

 

 

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Henry John Temple, terzo visconte Palmerston (Broadlands, 29 ottobre 178418 ottobre 1865), è stato un politico inglese.